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Mercato del lunedì a Savona. Spuntisti pronti alla protesta per i rincari degli oneri

Savona. Forte preoccupazione sta animando in questi giorni gli spuntisti, una settantina, del mercato settimanale del lunedì, dopo la decisione dell’amministrazione comunale risalente al 2 novembre scorso di rincarare, a partire dal 1 gennaio, gli oneri per partecipare al mercato. Se in un primo tempo si era parlato di un incremento tariffario pari al 10%, nelle ultime settimane si è delineato invece un “salasso” per la categoria ben più pesante, intorno al 100% rispetto ala somma dovuta fino allo scorso 31 dicembre, ovvero 25 euro a mercato. Una richiesta al Comune da parte del comitato autonomo ambulanti affinché rivedesse la decisione già presa, era stata protocollata il 27 dicembre e si era anche mossa la categoria attraverso una comunicazione del responsabile Fiva, Umberto Torcello.
Nella stessa comunicazione si era parlato di una sospensione dell’aumento che, secondo lui, non era dovuto almeno nella forma richiesta. Nonostante questo nessuna risposta pare sia ancora arrivata da palazzo Sisto che anzi richiede il pagamento dei 50 euro in luogo dei 25 dello scorso anno, pena l’esclusione degli spuntisti dal mercato del prossimo lunedì.  Di qui la decisione, qualora non arrivassero risposte per tempo e nel caso gli ambulanti fossero esclusi dal mercato di lunedì prossimo di indire una protesta pacifica di cui hanno accennato anche alla Questura con una lettera inviata direttamente al questore Signer. “Intendiamo difendere il nostro diritto a lavorare e ad essere presenti sul mercato del lunedì in un momento assai difficile per la nostra categoria” hanno detto gli spuntisti”.
“La somma che ci viene richiesto di pagare è un salasso senza precedenti. A Genova ed in altre zone limitrofe non si pagano balzelli del genere che sembrano quasi a livelli da usura. La categoria versa in una grave crisi di identità in quanto in questi giorni abbiamo subito lo stop dei bandi per la direttiva Bolkenstein e oggi ci vediamo attaccati da una amministrazione assente che di penalizza con questi forti e ingiustificati rincari”

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