Per la prima volta, almeno in questo secolo, un piccolo presepe è stato allestito nell’atrio di Palazzo Sisto. Lo hanno voluto un assessore, Piero Santi, e un consigliere comunale, Matteo Venturino.
Il presepe è piccolo, sobrio, molto semplice. Niente a che vedere con le sontuose ricostruzioni che si trovano nelle chiese e negli oratori. Ma è il gesto che ci ha colpiti.
Finalmente un’amministrazione che si riappropria di un simbolo delle nostre radici culturali. Senza timore di offendere alcuno. Perché nessuno può offendersi per questa semplice manifestazione di speranza, di tradizione, di cultura profonda. E, magari, anche di fede. Per chi, come noi, ce l’ha.
Non tutto ci piace dell’amministrazione Caprioglio. E lo abbiamo detto e scritto. Ma ci piace – della sindaca e di alcuni suoi collaboratori – la consapevolezza di quanto i gesti siano importanti e di come la politica, spesso, sia fatta più di simboli che di chiacchiere.
Perché dice molto di più di quello che siamo, del nostro sentimento di pace e fraternità, dello spirito con cui andrebbe affrontato il Natale il modesto presepe di Palazzo Sisto, che le tristi polemiche sul Capodanno in Darsena che non si farà.




