Alassio. Il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati ha espresso la sua soddisfazione per l’assoluzione di Rocco Invernizzi.
“Dopo la sentenza del Tribunale di Savona del 6 luglio scorso – ha detto Melgrati – che assolveva Chiara Ravera dalle accuse sulle irregolarità sulla vicenda delle opere della spiaggia Zero Beach, la logica conseguenza è stata questa sentenza di oggi della Corte d’Appello di Genova, che ha assolto Rocco Invernizzi (dopo che era stato giudicato colpevole in primo grado, per un reato che non esisteva) e Chiara Ravera “perché il fatto non sussiste” e “perché il fatto non costituisce reato”. Lo fa sapere il vicecoordinatore Regionale di Forza Italia e Presidente di Politica per Passione Marco Melgrati, che continua: sono ancora più felice perché Rocco aveva aderito al movimento Politica per Passione, autosospendendosi in attesa del verdetto definitivo…oggi ritorna in Consiglio Comunale ad Alassio, dove era stato “frettolosamente sospeso”, mentre per autorevoli esponenti della Sinistra, De Magistris e De Luca su tutti, condannati per reati ben più gravi, era scattata la sospensiva, mentre per Rocco no. Privato inoltre della carica di Presidente del Consiglio, carica ottenuta “sul campo” forte delle sue 263 preferenze. Spero che ora il Sindaco Canepa e la maggioranza vogliano reintegrare Rocco Invernizzi alla carica di Presidente del Consiglio. Lo ritengo un atto doveroso! Si chiude così un’altra pagina buia della magistratura inquirente di Savona, condizionata per anni da un clima di “caccia alle streghe” di maccartiana memoria nei confronti dei pubblici amministratori (specie se di centro-destra), che per fortuna è terminato con il pensionamento del vertice apicale.
E mi piace ricordare quello che ho già avuto modo di scrivere, relativo agli ultimi 5/6 anni di storia giudiziaria savonese, dalla farsa dell’indagine sulla T1 di Ceriale (tutti assolti, tranne un piccolo abuso edilizio che sarebbe stato sanabile), con un sequestro che ha portato al fallimento dell’impresa di Andrea Nucera e di molte imprese dell’indotto, con decine e decine di persone disoccupate e lasciate a casa senza un lavoro…e lo scheletro di una importante operazione immobiliare che rimane li a deturpare il panorama e a ricordare questo caso di malagiustizia… E i sequestri dei cantieri di Villanova, sulla base di una teoria “improbabile” smontata dai giudici di Primo Grado e di Corte d’Appello, che però ha lasciato sul campo imprese che sono fallite, altre in amministrazione controllata, e anche qui persone e aziende rovinate economicamente e lavoratori in mezzo ad una strada, oltre a famiglie che avevano comprato la prima casa e che non la hanno potuta abitare per anni, con costi aggiuntivi per i bilanci familiari. E non voglio parlare più dei 27 processi a mio carico e delle altrettante assoluzioni! Anche sulla questione dello Zero Beach la Magistratura inquirente di Savona ha avuto enormi responsabilità. Ancora una volta, dietro ad una indagine che ha portato a sequestri e interruzioni di attività, ci sia stato il dramma di una imprenditrice e di una azienda costrette a chiudere perché ne è stato dichiarato il fallimento… Ed era una azienda florida, prima che l’autorità giudiziaria costringesse la titolare dello Zero Beach a demolire la scogliera, stoccare il materiale in altro posto, riottenere una autorizzazione che oggi si scopre era legittima ed aveva già, e ricostruire questa scogliera…fino al sequestro di tutto lo stabilimento balneare…
E adesso? Tutti assolti, ma la sig.ra Chiara Ravera è stata rovinata economicamente, perché aveva investito tutti i suoi averi in questa struttura, e per via dell’accanimento giudiziario (alla luce delle sentenza di oggi e di quella del 6 di luglio) ingiustificato, sbagliato e dannoso ha perso tutto! Qualcuno deve riflettere, e qualcuno (anche se non è sufficiente) almeno chieda scusa!!!”.





