Roma. Terminato poco fa il vertice per la situazione occupazionale della centrale Tirreno Power di Quiliano – Vado al Ministero dello sviluppo economico. Alla presenza di Regione, sindacati, azienda e viceministro Teresa Bellanova per il governo, si è arrivati, dopo una mezz’ora di discussione ad un primo accordo di massima tra le parti. L’azienda si è detta disposta a non ricorrere più agli esuberi ma gestirà, sia con le ferie non godute, sia con periodi analoghi a quelli delle ferie e pagati dal gruppo per coloro che non ne avessero più a disposizione, i lavoratori fino a fine anno. Poi scatterebbe la cassa straordinaria per area di crisi complessa a partire dal 1 gennaio 2017 e fino a fine anno.
Nel frattempo le parti dovranno concordare un accordo complessivo ed un percorso che si chiuderà il 30 novembre prossimo. In questo iter è prevista la riduzione degli esuberi già annunciati dall’azienda, la possibilità di ricollocare presso gli azionisti del gruppo Sorgenia e Engie una parte dei lavoratori di Tirreno, la possibilità di mobilità volontarie e incentivate e in fine l’impiego di lavoratori della centrale in opere interne di insourcing. Tutto questo dovrà scongiurare una situazione iniziale nella quale sembrava scontato che la gran parte dei lavoratori restasse a casa e senza ulteiori paracaduti e tutele sociali. Moderatamente soddisfatti i sindacati. Edo Pastorino segretario regionale Uiltec ha affermato: “Grazie al lavoro importante e serrato da parte del governo siamo arrivati ad una soluzione per Tirreno Power abbastanza soddisfacente. Una soluzione che ci consente di prendere tempo e di valutare tutte le opzioni possibili per garantire un futuro ai lavoratori e, in particolare a quelli più giovani. Ora dobbiamo lavorare per arrivare in fondo a questo iter nei tempi auspicati dal viceministro Bellanova, ovvero il 30 novembre prossimo”.






