Savona. Ancora un fermo macchina della durata di una ventina di giorni per la talpa che sta perforando le gallerie dell’Aurelia Bis. Ancora una volta, il potente macchinario è stato fermato a causa del terreno friabile e delle numerose vene acquifere incontrate all’interno della cavità della galleria San Paolo.
Si è nuovamente provveduto a robuste «iniezioni» di cemento armato lungo il fronte del tracciato, franato per le vibrazioni e il peso della maxi fresa da 14 metri diametro. La ripresa della marcia verso Savona è avvenuta solo giovedì scorso. E dire che dopo otto mesi di fermo lavori di scavo, ossia dal gennaio scorso alla fine di agosto, tutto sembrava filare a pieno regime. Così è stato, è vero, ma solo per una decina di giorni. E nello stretto periodo in cui la scavatrice ha funzionato, l’avanzamento in galleria è stato di un centinaio di metri.
La zona interessata ai lavori inizia dalla cavità situata ad Albissola Marina, tra il quartiere di via Ines Negri e quello soprastante di via Collette, nei pressi della corsia nord della Genova-Savona. Per il passaggio sotto la A10 della fresa, la società Autostrade per l’Italia intimò il fermo macchina all’Anas, concessionaria dell’infrastruttura e alla Letimbro Scarl., l’azienda integrata nei due colossi Cmc Ravenna e Itinera Tortona (Gruppo Gavio) vincitori della gara di appalto, che segue le escavazioni. Poi l’accordo di agosto al ministero delle Infrastrutture con relative garanzie di merito.





