Una cosa intollerabile per chi, come Lei e molti di noi, arrivano a casa, al termine della giornata lavorativa, abituati ad accendere il pulsante della luce per illuminare le stanze e aprire il rubinetto dell’acqua calda per potersi lavare.
Sì, Sindaco, mi riferisco ai palazzi di Via Carloforte, da oltre un anno acquisiti per sentenza dal Comune – dunque, di fatto, responsabilità della Sua amministrazione – diventati oggi emergenze abitative non solo di clandestini delinquenti e spacciatori di droga, ma anche di neo prostitute provenienti da paesi extracomunitari che, di giorno e di notte, entrano ed escono a lavorare assiduamente, tra quelle mura, volendo rilanciare probabilmente il prototipo della casa chiusa 2.0, per cercare di resistere a un mercato estremamente concorrenziale.
Ecco, queste persone svantaggiate non hanno, purtroppo, nè luce nè gas. Sì, signor Sindaco, sono tutte persone “sfigate” costrette a distribuire dosi di droga e a fare bordello senza poter disporre dignitosamente dei servizi minimi essenziali. Essendo Lei il sindaco – conclude Ciangherotti – e di fatto il proprietario di codesti immobili, non può abbandonare questa gente a se stessa”.




