La diminuzione dell’occupazione, specifica l’Ufficio Studi del sindacato, si verifica sia per i lavoratori dipendenti sia per quelli autonomi con un calo di 3 mila unità tra i primi e di mille per i secondi. Cresce anche la disoccupazione rispetto al secondo trimestre 2015: più 9 mila disoccupati (da 63 a 72 mila) e anche qui le più colpite sono le donne (+ 8 mila) rispetto agli uomini (+ 1.000). Il tasso di disoccupazione cresce pertanto dal 9,4 per cento al 10,6 per cento, il livello più elevato dal 2004.
Una rapida analisi sui settori produttivi individua nelle attività industriali (industria in senso stretto più costruzioni) il comparto che cresce maggiormente, mentre calano servizi e agricoltura. Nei servizi scendono gli occupati (478 mila, ossia il 78,7 per cento del totale, in diminuzione di 4 mila unità), nonostante il turismo guadagni 12 mila posti di lavoro e si porti a quota 150 mila occupati.
L’industria con 119 mila occupati, è in aumento di 4 mila unità (ma solo grazie al dato dell’edilizia che risale da minimi storici). Fanalino di coda agricoltura, silvicoltura e pesca con 10 mila occupati, che l’Istat fotografa in diminuzione di ulteriori 3 mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
“Si tratta di una pesante battuta d’arresto, forse inaspettata nella tempistica, ma sicuramente in linea con i dati economici e produttivi della regione e non solo – commenta Cgil Liguria -: Saranno particolarmente difficili i prossimi mesi in cui andranno a scadenza gli incentivi contributivi alle assunzioni e stabilizzazioni (ormai sempre meno appetibili ed utilizzati), le liste di mobilità, la cassa integrazione in deroga e la miriade di crisi territoriali in cerca di soluzione”.





