Cultura e Spettacoli

Da Calderina a Compostela, un viaggio nello spirito e nel mistero

 
Misteri di Liguria è un viaggio alla scoperta delle curiosità, delle tradizioni e dei numerosi enigmi della Liguria..
Oggi però abbiamo deciso di intraprendere un percorso che ci ha consentito di raggiungere il punto più occidentale della Galizia, dirigendoci verso Santiago de Compostela, attraverso il famoso “cammino” intrapreso da oltre duecentomila pellegrini ogni anno e che attraversa anche buona parte della nostra regione. Siamo partiti proprio da qui, dalla provincia di Imperia per la precisione, dove, alle spalle di Diano Marina si trova la frazione Diano Calderina con la sua Chiesa del XVII secolo (foto) dedicata proprio a San Giacomo dove i pellegrini possono trovare ospitalità e che si trova sulla “Via della Costa“, un percorso in 12 tappe che –si sviluppa a ridosso degli insediamenti litoranei dell’imperiese penetrandoli a tratti. È un percorso assai agevole lungo complessivamente 83 chilometri corrente su stradelle secondarie a bassissimo traffico o sentieri e vecchie mulattiere percorrendo tappe lunghe mediamente 18 chilometri– come recita la didascalia posta sulla cartina affissa all’esterno della Chiesa (foto).
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Un percorso che inizia ad Andora e prosegue fino a Ventimiglia passando per Cervo, San Bartolomeo al Mare, Diano Gorleri, Montegrazie (dove, all’interno del magnifico Santuario è possibile apprezzare anche un ciclo di affreschi dedicati proprio a San Giacomo di Compostella), Imperia, Torrazza,  per poi sconfinare e continuare dalla vicina Francia attraversando il Passo di Roncisvalle fino in Spagna.
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Prima di partire, per poter usufruire dello status di pellegrino e poter accedere ai luoghi di sosta per la notte (come ad esempio la Chiesa di Calderina) è però necessario richiedere le credenziali rilasciate in Italia dalla Confraternita di S. Jacopo di Compostella con sedi in ogni regione, per la Liguria dal Priore (davidegandini@ilporticodellagloria.it – informazioni generali sul sito: www.confraternitadisanjacopo.it) senza le quali è assolutamente sconsigliabile iniziare il cammino.
Noi, ci siamo fatti “accompagnare” da PierPaola Serra, coreografa, ed insegnante di danza Dianese che ha deciso di raggiungere Santiago attraverso il cammino breve, di circa 160 chilometri che inizia in Spagna, perché la prima cosa da sapere è che le distanze da affrontare per raggiungere la Cattedrale di Compostela, (Compostella in italiano) sono diverse, non è necessario infatti intraprendere l’intero antico cammino che nasce a Roma, oppure a Saint Jean Pied de Port ai piedi del versante francese dei Pirenei (800 o più km per un mese di cammino) ma, soprattutto la prima volta, è consigliabile percorrere quello “breve“, tenendo sempre presente che per ottenere la certificazione dell’avvenuto cammino una volta giunti a conclusione è indispensabile coprire almeno 100 chilometri di percorso.
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Ciascuno raggiunge il punto scelto per la partenza in diversi modi“, afferma Paola, “chi in auto, chi in aereo, (nel caso dell’auto, questa viene in molti casi affidata al primo luogo di sosta del cammino e, raggiunta al ritorno in autobus da Compostela). Decisi di richiedere le credenziali (foto rutacaminodesantiago) ma dopo una serie di chiamate a Genova senza successo scelsi di richiederle al Priore di Cuneo e in pochi giorni ero pronta a partire. Le credenziali sono molto importanti, non è opportuno partire senza e prima di consegnarle solitamente si viene sottoposti ad una piccola intervista con semplici domande legate al motivo per cui si decide di intraprendere il cammino, una volta raggiunta Santiago invece prima di ritirare il proprio attestato ( che si chiama La Compostela) viene chiesto se la propria esperienza era di natura religiosa, spirituale o sportiva. Sono partita da Ponferrada“, prosegue Paola, “Un luogo che conserva vestigia Templari ben visibili nel castello dove tra l’altro è possibile apprezzare una collezione di lettere originali vergate dagli ultimi appartenenti all’Ordine dei Cavalieri del Tempio. Poi, il cammino è proseguito seguendo le classiche tappe che si incontrano ogni diverse decine di chilometri dove, se in possesso delle credenziali, si ha diritto a pernottare negli ostelli municipali ad un costo che varia dai 5 ai 6 euro, o in quelli privati che costano 9 euro e, in alcuni casi, sono dotati addirittura di prati all’inglese e piscina!“.
Ma quanto costa il cammino per Compostela? Paola ci racconta che alcuni pellegrini sono riusciti a non spendere più di 6 o al massimo 7 euro al giorno completando così il loro percorso. L’ideale in realtà è considerare una spesa che si aggira intorno ai 20 euro al giorno, tenendo presente il costo dell’ostello e la copertura di qualche piccola emergenza che durante il cammino può sempre verificarsi.
Ho avuto la fortuna di trovare sempre posto negli ostelli municipali che costano 5 euro per i primi chilometri e aumentano a 6 nel tratto conclusivo“, aggiunge Paola “gli ostelli sono pulitissimi e molto organizzati, a ciascuno viene fornito il copri cuscino, un copri materasso e anche una pila per consentire di muoversi al mattino presto quando ancora è buio.
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Durante il cammino ho incontrato tanti Italiani, più di quelli che avrei immaginato“, dice Paola “tanti giovani, coppie e qualche gruppo famigliare, tra tutti ricordo un seminarista veronese gigantesco, almeno un metro e novanta, rugbista per passione con una falcata impressionante pari almeno a dieci passi dei miei che è partito organizzatissimo per il cammino lungo riuscendo a percorrerlo interamente senza subire alcun danno fisico, aveva scarpe fatte su misura e calze da 17 euro al paio con filamenti di rame all’interno per favorire la circolazione venosa, ho sentito gente che sostiene di avere affrontato il cammino in infradito, una cosa impossibile da credere“, sostiene Paola “In infradito dopo cinque chilometri si cammina sull’asfalto con la scarpa consumata! Per coprire i 160 chilometri che ho percorso io invece ci vogliono circa sette giorni ed è importantissimo attrezzarsi prima di ogni cosa con le scarpe giuste, si tratta di una strada mista pertanto non sono adatte né quelle da ginnastica, né quelle da trekking, né gli scarponi, il consiglio è di affrontarlo con scarpe da Trial per correre in montagna, vi sono tratti di percorso che infatti risultano più agevoli a passo veloce piuttosto che camminando lentamente e questo tipo di scarpa resistente ma morbida e l’ideale“. (foto nikonschool)
Qual’e il posto che ti è rimasto impresso di più durante il cammino?
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Il luogo dove consiglio a tutti di fermarsi almeno un paio di giorni e che mi ha lasciato uno dei ricordi più belli è il monastero di Samos (foto P.S.), dopo 27 chilometri affrontati partendo alle 5 del mattino con il buio e attraversando molta foresta armati di pile si raggiunge questa straordinaria  costruzione che risale a prima dell’anno mille e ospita i monaci Benedettini silenti, impossibili da incontrare o vedere ma che hanno destinato un’ala dell’edificio a ostello dove non è neppure richiesto il pagamento dei 5 o 6 euro obbligatori altrove, ma semplicemente un’offerta a discrezione del pellegrino. Altra cosa importante da sapere per chi decide di intraprendere il cammino è la totale sicurezza e semplicità dello stesso, impossibile perdersi, ogni cinque o seicento metri si incontrano indicazioni precise e tutto il percorso è pulito e organizzato, esiste anche una guida molto precisa che rappresenta un altro strumento importante da non dimenticare di mettere nello zaino prima di partire (Guida al cammino di Santiago di Compostela, Riccardo Latini e Mariacarla Castagna, Terre di Mezzo editore). il suggerimento è quello di raggiungere gli ostelli intorno alle 13 o 14, ma, nel caso si giunga più tardi o in serata, nessun problema, nessuno viene lasciato all’addiaccio, a tutti viene offerta comunque una sistemazione e, nel caso questa non sia davvero possibile, i responsabili dell’ostello si preoccupano essi stessi di chiamare un taxi che accompagni il pellegrino o il gruppo alla struttura di sosta successiva“.
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E poi, si arriva a Santiago…
Santiago de Compostela (a destra la Cattedrale -foto wikipedia-) è una città medievale stupenda dove tutti vengono accolti molto bene“, non dimentichiamo che molte cittadine della zona nel corso del tempo si sono letteralmente ripopolate grazie al cammino, i pellegrini rappresentano anche una risorsa importante per l’economia dell’intera regione.
La Galizia è una regione bellissima“, sottolinea Paola, “piena di pascoli e con un dialetto molto particolare, anche se c’è da dire che la lingua non rappresenta un ostacolo per nessuno, specialmente per noi Italiani, essendo lo spagnolo molto simile alla nostra è facilmente comprensibile”. Molti giunti a Santiago poi decidono di proseguire per altri cento chilometri “tuffandosi” con la vista e lo spirito nell’oceano Atlantico dove si affaccia la caratteristica Finisterre cittadina alla “fine del mondo” (Finis Terrae), come si credeva in antichità, e di un cammino che tutti dovrebbero provare a percorrere almeno una volta nella vita magari, partendo proprio dalla Liguria di ponente.
Ci congediamo salutando e ringraziando Paola, pronta per intraprendere il prima possibile “el caminho longo“. Il nostro viaggio invece termina qui, ma solo per ora, in attesa di ripartire presto per il prossimo Mistero di Liguria.
(Nella foto di apertura di paesionline.it, uno dei numerosi menir di segnalazione con la caratteristica “conchiglia” simbolo del cammino, posti lungo tutto il percorso)

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