Savona. “La nostra città e la nostra provincia più in generale non corrono rischi di terremoti rovinosi come quello che in queste ore ha colpito l’Italia centrale”. Questa la riflessione del geologo, già assessore della Provincia, Giampietro Filippi a seguito del sisma che questa notte ha raso al suolo Amatrice e danneggiato seriamente altri centri tra Lazio, Marche e Umbria.
“Per fortuna – ha detto Filippi – le nostre faglie e il nostro sistema di crosta terrestre e collinare ha raggiunto da tempo un equilibrio di stabilità tale da rendere pressoché rari i fenomeni sismici o comunque indotti da altre zone come Imperiese, Genovesato e Parmense. Oppure qualche scossa può arrivare con epicentro in mare. Questo porta Savona al livello 4 nella scala dei rischi sismici, tra i più bassi in assoluto. Il più alto è il livello 1”.
Filippi fa anche alcune considerazioni sull’impossibilità di sapere in anticipo quando possa verificarsi un fenomeno sismico: “Siamo nel 2016, consociamo grosso modo le zone a rischio, ma non possiamo ancora prevedere né gli eventi né tantomeno la loro intensità. Anche nei luoghi più esposti, l’unica regola è capire con quale frequenza si verificano gli episodi sismici. Se sono frequenti è più probabile che la magnitudo sia bassa, se lo sono di meno, come quello di oggi in centro Italia, dove non si verificava alcun sisma dal 1703, allora nella faglia terrestre si accumula una energia distruttiva che porta alle conseguenze che si stanno vedendo in queste ore”.
Si può fare una prevenzione dal punto di vista antropico, abitativo e delle costruzioni?: “Da poco tempo – dice Filippi – le nuove costruzioni sono di tipo antisismico per legge. Quelle precedenti in cemento armato comunque non temono grossi danni, quelle a rischio sono le costruzioni antiche in malta e pietra. Si tratta di strutture rigide che non possono, per loro natura, supportare livelli di energia e di onda d’urto della portata di quelli di questa notte, e quindi oltre un certo livello di forza dell’onda, crollano rovinosamente al suolo”.
Come funziona il principio dei terremoti: “Come dicevo parliamo di onde. E’ come se un’onda fosse generata da un masso tirato in uno stagno o da una piccola pietra. L’energia che viene sviluppata per forza è molto diversa. Diciamo che qui possiamo avvertire onde come quelle generate da una piccola pietra nello stagno, in centro Italia invece quelle generate dal masso. Un altro problema è dato dall’accelerazione delle onde. E’ un pò come quando si stacca la frizione e si accelera sull’auto per avviarla, se il movimento è troppo brusco sembrerà come se l’auto all’improvviso si alzi da sola, se invece il movimento sarà compiuto in modo dolce, non si avvertirà alcun sommovimento particolare”.




