Savona. Il biglietto per viaggiare lo aveva regolarmente acquistato, anzi ne aveva acquistato un carnet intero. Poi l’8 agosto scorso Germana Oliveri, un’anziana vadese, si era dovuta alzare di buon mattino per raggiungere il reparto di oncologia del San Paolo dove sarebbe stata sottoposta all’ennesimo ciclo di sedute di chemioterapia. La pensionata è partita regolarmente con un bus della linea 6 da Vado e ha staccato dal carnet uno dei biglietti per poi timbrarlo una volta a bordo dell’autobus, alle 6.49. Ma non ha fatto caso al fatto che nello staccare dal carnet il titolo di viaggio una parte si era strappata, tuttavia la timbratura sarebbe stata comunque leggibile. Arrivata in piazza Mameli, la signora Oliveri, ha cambiato bus ed è salita su uno della linea 5 per raggiungere il nosocomio in località Valloria. Qui ha trovato un controllare che le ha contestato il fatto che il biglietto presentava uno strappo e quindi non era regolarmente valido. Di qui una sanzione di 61 euro per la donna vadese.
La figlia, infermiera professionale presso il reparto di chirurgia generale al San Paolo, Daniela Cervetto non è stata a guardare ed è andata con la madre presso la sede di Tpl per presentare ricorso: “Ho avanzato istanza di ricorso anche perché il biglietto mia mamma lo aveva e lo aveva timbrato. Sarebbe potuto accadere a chiunque un fatto del genere, ma credo anche che vista la situazione che mia mamma ha esposto al controllore avrebbe potuto essere più flessibile”. Tuttavia il ricorso è stato respinto anche perché il regolamento stabilisce che il biglietto non si deve staccare dal carnet. “Non lo sapevamo – ha raccontato Daniela Cervetto – e lo abbiamo letto in caratteri minimali sul carnet stesso. Non è tanto la multa ad averci lasciato sbalordite ma il principio che ci sta dietro, quando tanta gente viaggia in modo disonesto e non paga il dovuto”.






