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L'animo incline alla poesia di Carlo Bernat

Fare ceramica, dalle nostre parti, non è facile. Anzi, è molto difficile. Tocca misurarsi con una tradizione multisecolare e con maestri inarrivabili, da Lucio Fontana a Carlos Carlé, e senza dimenticare la stagione tardofuturista capeggiata da Tullio d’Albisola.
Eppure, nel mare magnum di terraglia che ogni giorno vede la luce tra Savona e le Albisole, qualcosa riesce ad emergere.
Mi sono chiesto, lungamente, che cosa serva per uscir fuori, per farsi guardare e financo ammirare, per mostrare al mondo di avere una personalità, un’idea, un messaggio. Ecco, io credo che sia necessario, soprattutto, un animo incline alla poesia.
E io penso che Carlo Bernat abbia questa caratteristica.
La sua arte mi è apparsa di colpo, ormai molti anni fa, cullata dalle mani affettuose di Rosella Schiesaro, che di Bernat è musa e promotrice. Rimasi a bocca aperta, letteralmente.
Mi parve quell’opera – un grande piatto ricolmo di pesci – un capolavoro. Ne volli sapere di più. E scoprii che quell’uomo discreto e timido aveva mille frecce al suo arco, mille piccoli e grandi gioielli, pezzi di straordinaria fattura e, soprattutto, capii che aveva un animo incline alla poesia.
Molti prima di lui si erano cimentati con il tema dei fondali marini. Ma nessuno con esiti anche solo paragonabili ai suoi.
Le opere di Carlo Bernat raccontano di un’umanità dolente, trasfigurata in piccoli gruppi di pesci azzurri. Racconta di un luogo – il fondo del mare – bellissimo e inquietante al tempo stesso. La sua materia (Carlo Bernat è un virtuoso della manipolazione della ceramica) è spesso lacera, quasi trasparente. Il suo gusto compositivo perfetto, con i pesci che sembrano voler sfuggire al mare-contenitore che prova a trattenerli.
L’uso della metafora è proprio dei poeti.
Ecco, l’opera di Carlo Bernat è, per me, una compiuta metafora dell’esistenza, dove la bellezza e il dramma, la voglia di restare e quella di andare, si sommano in una vertigine di colore e di forme.
Carlo Bernat è una delle più originali voci della ceramica contemporanea.

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