Savona. “Non esiste nessuna guerra di religione, perché nessuna autorità religiosa dell’Islam, sunnita o sciita che sia ha dichiarato guerra al Cristianesimo o ai cristiani. Esistono invece dei fanatici e dei fanatismi che sono il riflusso di secoli di colonialismo e di sfruttamento di Africa e Asia da parte delle potenze occidentali che stanno seminando morte in Occidente e questa è ben altra cosa”. Così don Giovanni Lupino, parroco di San Dalmazio a Lavagnola e teologo savonese commenta gli ultimi fatti del terrorismo di marca islamica in Francia che hanno visto ucciso un parroco ottantaseienne.
“Se un uomo è un vero uomo e non un assassino, questo è un giudizio che non ha nulla a che spartire con la religione, le religioni o la religiosità – afferma Giovanni Lupino – neppure in Abramo e nel mito di Abramo esiste un Dio che voglia la morte degli uomini o peggio dei bambini. Abramo è l’uomo della libertà in una civiltà che si libera del politeismo e cerca un Dio per ricominciare da zero. E se noi vogliamo veramente creare le condizioni per una civilltà dell’amore e non della violenza dobbiamo ricominciare da zero. Dobbiamo infatti sapere che un uomo che maltratta e uccide suo fratello è un assassino come un uomo che non riconosce o parla male del fratello è un bugiardo”.
Lupino aggiunge: ” Se anche la Francia, o altri Paesi a lei vicini, vogliono applicare all’Islam le regole dell’illuminismo, esiste un termine tra queste che anche da noi in Italia è lettera morta e si chiama fraternità. Su queste basi bisogna cercare di ripartire, non seminando violenza in risposta alla violenza e non giudicando l’ebreo come tale e non come italiano o francese a seconda della sua nazionalità, così come l’arabo”.
“La Francia- spiega don Lupino – si rilegga e studi meglio la sua storia e studi anche una parte quantomeno del socialismo di marca d’oltralpe e persino le concezioni religiose di un certo filosofo del comunismo che fu Karl Marx, perché ne potrebbe trarre grande vantaggio. Per secoli quel Paese è stato come la Gran Bretagna a capo di grandi imperi coloniali che hanno depredato di risorse popoli e nazioni giudicate inferiori, oggi non c’è più il colonialismo ma si trattano arabi, africani, asiatici esattamente come allora. Le grandi potenze continuano a sfruttare quei territori e quelle risorse, altrimenti non saremmo di fronte ad un esodo biblico di persone da una parte al’altra del mondo come si sta verificando”.
Don Lupino poi precisa meglio il concetto di cristianesimo: “Non si è cristiani per sentimento e neppure per romanticismo, si è cristiani se si crede in un Cristo nudo sulla croce che Dio ha voluto esaltare nell’attenzione al povero, al misero a chiunque non ce la fa, perché è in tutti loro. Ciascuno deve essere libero, come prescrive la nostra costituzione, di credere nella fede che meglio ritiene ma tutto deve avvenire nella verità e mai nella mistificazione che pure spesso di questi temi si tende a fare”.






