Vado Ligure. Una platea affollata ha partecipato ancora una volta ad un incontro, il terzo e probabilmente ultimo della serie, dell’inchiesta pubblica in merito alla variante sulla piattaforma Maersk. Presenti tra gli altri, comitati, e semplici cittadini anche l’amministratore di Apm Terminal Carlo Merli e il presidente di Port – Authority Gianluigi Miazza. Confermate le critiche al progetto di variante che erano emerse già nelle prime due assemblee. Anche ieri sera il leit motiv è stato il pericolo di erosione sulle spiagge tra Savona e Bergeggi e il movimento di inquinanti qualora si dovesse realizzare, come prevede la variante, la piattaforma su terrapieno invece che su impalcato.
Tra i relatori della serata il presidente di Italia Nostra provinciale e capo gruppo di Vivere Vado Roberto Cuneo che ha relazionato a lungo in merito ai rischi che si correrebbero: “Avremmo delle ripercussioni sulla tenuta dei litorali e sulla qualità delle acque marine e questo lo hanno evidenziato molti studi che abbiamo portato a conoscenza della commissione. Mi pare che l’unico ad avvantaggiarsi del fatto che la piattaforma non si realizzi su impalcato come è avvenuto anche in casi analoghi come quello dello scalo di Trieste sarà Grandi Lavori Fincosit insieme alla Maersk che andranno ad avere uin sostanzioso risparmio. Ma il territorio non ci guadagnerà per nulla”. Cuneo ha anche sottolineato: “La piattaforma così com’è potrebbe anche essere obsoleta visto che è stata concepita diversi anni fa in un quadro economico ed strutturale del tutto diverso da questo. E con il prossimo avvio del valico del Gottardo credo che questo elemento sarà ancora più evidente”. Presente in sala anche l’ex assessore all’ambiente del Comune di Vado Simona Simonetti che ha chiesto: “l’acquisizione della perizia che avevamo commissionato come amministrazione al Cnr di Mestre dove veniva fuori con chiarezza come gli inquinanti presenti nel porto di Vado siano in misura analoga a quelli presenti nei principali porti italiani come Taranto e Mestre.
Per questo è necessario fare analisi molto puntuali della situazione ambientale perché l’impatto sul territorio e le persone potrebbe essere serio”. A tutti ha risposto Carlo Merli: “Dovete riconoscere a prescindere dalle idee diverse che abbiamo portato in questi tre incontri che io ci ho messo la faccia e ho portato elementi orientati alla serietà del confronto. Qualora ci fossero dei problemi ce ne assumeremo la responsabilità anche a livello economico per analisi eventuali e ripascimenti. E confermiamo il quadro economico occupazionale della piattaforma che abbiamo sempre evidenziato. Cambia solo il fatto che date le difficoltà in atto, si è spostato il momento della prima nave in banchina”.





