Giovannone Toti ha sentenziato: “Uniti si vince”, riferendosi alla squillante vittoria di Ilaria Caprioglio a Savona.
La frase, da qualche parte, l’ho già sentita.
L’ha detta, se non ricordo male, il ct della Nazionale Antonio Conte, all’indomani della vittoria con la Svezia.
L’ha detta il neo-sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, vincitore al primo turno: “Ricetta semplice, uniti si vince”.
L’ha detta David Beckham elogiando l’Europa unita, a poche ore dal referendum in Gran Bretagna.
Queste, cari amici, sono solo le citazioni più recenti che mi sono venute alla mente.
Ma ricordo che il concetto, peraltro antichissimo (è il contrario del latino “Divide et impera”), fu un cavallo di battaglia persino di Romano Prodi. Uno che, in effetti, qualche volta ha vinto.
In queste ore, nelle strade e nelle case di Savona, molti elettori del centro-sinistra si leccano le ferire. Pensano alle bandiere della Lega Nord in piazza Sisto, la sera della vittoria (meritatissima) di Ilaria.
E vanno, anche, con la mente, al segretario provinciale del Pd Fulvio Briano, al capo della sinistra-sinistra Marco Ravera, a neo-comunista Giorgio Barisone. E magari anche al riottoso Livio di Tullio e a qualche “ditulliano”, che non è, ahimé, un ammiratore dei Jethro Tull.
Qualcuno dovrebbe spiegarglielo, alle teste fine della sinistra, che in un Paese come l’Italia (e ora anche in una città come Savona) solo uniti si può vincere.





