Tirano un sospiro di sollievo i sindaci e gli abitanti di comuni come Cosseria, Cairo, Ellera e Cengio.
La paventata chiusura degli uffici postali, almeno per il momento, non ci sarà.
Il piano industriale delle Poste prevedeva di tagliare gli sportelli dei centri più piccoli che, in termini di bilancio, costituivano più un costo che un ricavo non creando grandi traffici, dimenticando però il servizio da rendere alla popolazione.
Dopo i malumori, parecchi sindaci di altre regioni sono passati al contrattacco con una raffica di ricorsi al TAR.
Sebbene il piano di tagli elaborato dalle Poste venne approvato anche dall’Autorità Garante per le Telecominicazioni, i giudici dei TAR sono stati di diverso avviso sottolineando che le Poste, pur essendo quotate in borsa e quindi privatizzate, non si possono considerare del tutto private dovendo assolvere e garantire anche un servizio pubblico.
Le Poste devono quindi coniugare gli obiettivi di guadagno con la tutela della popolazione per la quale presta un servizio essenziale.






