Storie di Giro. Il ciclismo così come lo definì Giampaolo Ormezzano è la fatica più sporca addosso alla gente più pulita. Ma in quel 2 giugno 1969 successe l’imponderabile sullo scenario della Riviera Ligure. Prima dell’inizio della diciassettesima tappa che avrebbe portato la Carovana Rosa da Celle Ligure a Pavia, Eddy Merckx venne cacciato dal Giro d’Italia perché trovato positivo alla fencamfamina. In quel momento stava vestendo la maglia rosa per il sesto giorno, e aveva già vinto quattro tappe, il “cannibale”.
La notizia fu una bomba che monopolizzò stampa e media per giorni e giorni anche all’estero. Per Le Soir, l’allontanamento fu un «colpo di teatro», Les Sports parlò addirittura di complotto. In Italia, alcune storiche testate come Il Corriere dello Sport presero le difese del ciclista, assumendo un atteggiamento garantista e parlando apertamente di esclusione assurda in quanto la tappa in cui risultò positivo era pianeggiante.
Sergio Zavoli, all’epoca storico conduttore de Il processo alla tappa andò ad intervistare il campione in lacrime nella sua stanza d’albergo dell’Excelsior di Albisola. Secondo Merckx i controlli si svolsero in modo irregolare, poiché sia le analisi che le controanalisi vennero effettuate senza la presenza di un membro del suo team, che avrebbe potuto difenderlo, avendolo tenuto sotto controllo nei giorni di corsa.
Ci fu un estremo tentativo di mediazione per far partecipare il corridore belga alla tappa successiva presso Federciclismo da parte di Vincenzo Torriani che era il direttore della corsa ma non ci fu nulla da fare. Eddy Merckx fu costretto a tornare in patria e ad abbandonare un giro che molto probabilmente avrebbe anche vinto. Gimondi, a quel punto nuovo leader della generale rifiutò di indossare la maglia rosa, ma fu lui il vincitore finale della competizione.
Il caso divenne internazionale e coinvolse anche la politica italiana e belga. Merckx doveva essere sospeso per un mese ma un’inchiesta ordinata dall’allora presidente UCI stabilì che aveva agito in buona fede e che poteva dunque essere riammesso alle gare. Tornò in grande stile poco dopo al Tour de France che dominò in lungo indossando la maglia giallo per tre settimane e staccando Roger Pingeon di quasi 18 minuti!




