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Il Savona prima muore poi risorge

Savona. Solo il languore della paura. Per adesso. Nell’ora in cui gli striscioni erano precipitati nella Giudecca della Serie D per effetto del patatrac griffato Falcone in avvio, i sentimenti di rammarico e rabbia rimbalzavano da un angolo all’altro dello stadio savonese. E già si accendevano discussioni su dove e come la squadra avesse di fatto bruciato le speranze di salvezze: Tuttocuoio? Lucchese? Se si fosse vinto là, se non si fosse perso qua…a corollario, i tifosi che ne avevano per tutti. Pure per gli amministratori della città finiti oggi nel mirino con uno striscione garbatamente polemico e ironicamente pungente. A Palazzo Sisto, oggi pomeriggio ad alcuni saranno fischiate le orecchie come allarmi.
Sembrava la solita bicchierata di veleno per pochi, il rituale raduno carbonaro dei pochi savonesi ancora aggrappati alla speranza. Con l’avversario in vantaggio e la squadra del cuore ad arrancare come una vecchia Isotta Fraschini c’era soltanto da buttarsi nel…..Poi, il rantolo diventa urlo e nella ripresa arriva la resurrezione. Tre stoccate potenti come un elettroshock: Cabeccia, Palumbo, Morra e si torna a respirare. Eppure dopo la clamorosa “frittata”del portierino savonese, Virdis e Pasqualini avrebbero il pallone dell’1-1 istantaneo come la polenta ma il pallone vola alto come gli spazzacamini della canzone di Renato Rascel. L’occasione più cristallina per  padroni di casa arriva al 21′: combinazione Virdis-Cocuzza resa vana dall’errore del bomber sardo. Al 42′ il colpo del knock-out ce l’ha la Lupa che spara alto con Ferrari dopo una palla salvata da Falcone bravo a riscattarsi.
L’inizio ripresa è da incubo. In sei minuti la squadra di Cucciari si mangia due goals fatti: al 48′ la traversa salva Falcone; al 52′ Tajarol al cianuro: Fofana innesca Perrulli che serve all’attacante un pallone facile facile che l’attaccante cerca di piazzare lassù dove Falcone non arriverebbe neppure con la scala ma spedisce clamorosamente alto. Per gli ospiti è l’inizio della fine. A stretto giro di posta Tassi batte una punizione dalla sinistra, Rossini fa il gioco di sponda e Cabeccia insacca il pareggio.
Il ferro è caldo e va battuto. Braghin compie le mosse giuste: dentro Morra e Palumbo, fuori Cocuzza e Tassi. Minuto 62′: azione quasi fotocopia con Vannucci che va al traversone, la sponda la va a fare Virdis e Palumbo griffa il sorpasso. Ancora Virdis al 79′ lancia Morra solo davanti ad Anedda per il 3-1 conclusivo. Adesso il trittico toscano: Siena, Pistoiese e Prato. E sia.
IL TABELLINO DELLA PARTITA:
SAVONA-LUPA ROMA 3-1
Rete: 8′ p.t. Falcone (aut.); 11′ s.t. Cabeccia, 17′ s.t. Palombo, 34′ s.t. Morra
Savona: Falcone, Placido, Pasqualini, Cabeccia, Rossini, Tassi, (15′ s.t. Palumbo) Lulli (38′ s.t. Steffè), Carta, Vannucci, Cocuzza (9′ s.t. Morra), Virdis. A disp.: Cincilla, Negro, Rondanini, Lebran, Steffè, Gagliardi, Dell’ Agnello, Romney, Clematis, Bonavia; all. Braghin
Lupa Roma: Anedda, Pasqualoni, Sfanò, Ferrari (15′ s.t. D’ Agostino), Fabbro, Sembroni, Malaccari, Zappacosta (1′ s.t. Balkaid), Fofanà (38′ s.t. Leccese), Perrulli, Tajarol. A disp.: Di Mario, Silvagni, Delvecchio, Tulli; all. Cucciari
Arbitro: Andreini di Forlì (assistenti: Graziano di Mantova e Moraglia di Verona)
Spettatori: 530
 
 

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