La nuova proroga del taglio accise entra in una fase delicata per i prezzi energetici e per i conti di famiglie e imprese. Il quadro resta quello di una misura temporanea, ma con un’impostazione più selettiva: proteggere soprattutto il diesel e contenere l’effetto immediato alla pompa. In un contesto dove trasporti, filiere e bollette si influenzano a vicenda, il tema non è solo quanto costa il pieno oggi, ma quanto rapidamente il rincaro si trasmette all’economia reale.

Cosa cambia dal 2 maggio, in concreto
La proroga è stata fissata in 21 giorni e non replica il taglio uniforme precedente. Il nuovo schema introduce una differenza netta tra i due carburanti, perché l’andamento dei prezzi è stato molto diverso nelle ultime settimane.
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Il taglio sul gasolio resta a 20 centesimi al litro, per limitare l’impatto su trasporto merci e logistica.
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Lo sconto sulla benzina scende a 5 centesimi al litro, con un alleggerimento più contenuto rispetto alla fase precedente.
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La scelta risponde al diverso ritmo dei rincari: la benzina ha segnato circa +6%, mentre il diesel è arrivato intorno a +24%.
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Nel confronto dei movimenti recenti, la benzina è salita di circa 7 centesimi/litro, mentre il diesel ha registrato circa +33 centesimi/litro.
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Senza rinnovo, i listini avrebbero riassorbito rapidamente lo sconto precedente, con diesel in area 2,3 euro/litro e benzina poco sotto 2 euro/litro.






