“La priorità è ridare valore al lavoro così come recita la nostra Costituzione. Votiamo 5 Sì ai referendum dell’8 e 9 giugno”. Lo afferma Andrea Pasa, segretario generale della Cgil Savona in una nota.
“Oltre 15 mila lavoratrici e lavoratori in provincia di Savona hanno retribuzioni annuali che non arrivano a 10 mila euro lordi all’anno. Una vergogna! Occorre invertire immediatamente la rotta con interventi volti a rimuovere le barriere che impediscono alle persone di raggiungere il loro pieno potenziale e garantire l’accesso al lavoro e a tutte le opportunità che possono favorire il loro sviluppo personale e professionale”.

“Quello del salario, insieme alla lotta alla precarietà, sono nodi cruciali che dovrebbero rappresentare delle urgenze da affrontare celermente, ma che finora le politiche e la conseguente legislazione sul lavoro non hanno affrontato, anzi hanno peggiorato. Tra le priorità in provincia di Savona ci sono la qualità e la dignità del lavoro a partire dai giovani, dalle donne, dai più fragili e svantaggiati, che non ha una correlazione con l’aumento degli occupati: cresce e si incentiva il lavoro precario e di poche ore in particolare proprio per queste categorie; anche nel 2024 in provincia di Savona i nuovi contratti sono stati per il 92% precari e per il 47% part time e hanno interessato per lo più donne e giovani”.
“Gli interventi da mettere in campo devono ridurre i part-time involontari, incentivare il tempo indeterminato che garantisce stabilità, dignità e maggiore sicurezza. È fondamentale veicolare un messaggio: il contratto di lavoro subordinato è a tempo indeterminato, quello a termine o somministrato è l’eccezione. Contrasto alla precarietà, al lavoro nero e irregolare deve rappresentare il cambio culturale utile ad uniformare gli interventi per cambiare il sistema produttivo nel nostro Paese e del nostro territorio”.
“È innegabile che un sistema di impresa strutturato su appalti ed esternalizzazioni è generatore e moltiplicatore di precarietà e di dequalificazione del lavoro di incidenti mortali – oltre 40 in provincia di Savona tra il 2018 e il 2024 con un più 77% delle malattie professionali – Inoltre, per uscire dalla trappola del lavoro povero, che riguarda sia il lavoro dipendente che quello autonomo in tutte le sue forme, bisogna discutere anche di tempo ed intensità di lavoro, di ore lavorate, di retribuzione, di equo compenso e pressione fiscale. Per questo – conclude Pasa – è necessario ridare dignità al lavoro votando 5 Sì ai referendum sul lavoro dell’8 e 9 giugno promossi dalla Cgil”.





