Iva e dazi non pagati. Dieci persone sono state arrestati con l’accusa di associazione a delinquere, falso in atto pubblico, contrabbando ed evasione dell’Iva all’importazione, reati aggravati dalla transnazionalità. L’indagine è andata avanti per oltre un anno sotto il coordinamento della Procura di Genova, i funzionari dell’ufficio Antifrode della direzione interregionale delle Dogane, in collaborazione con la polizia stradale, hanno effettuato pedinamenti, attività di monitoraggio tramite telecamere e Gps e intercettato cinque utenze telefoniche. Il materiale probatorio raccolto ha consentito di provare che tale sodalizio operava attraverso tre distinte direttrici fraudolente.
La merce che giungeva al porto PSA di Genova proveniente dall’estero non assolveva l’imposta sull’Iva e aveva come destinatarie due società bulgare “vuote”, la merce, invece, veniva immessa nel territorio dello Stato e in quello di altri Paesi dell’Unione, differenti da quello originariamente dichiarato evadendo così completamente l’Iva. Falsificati anche i documenti di trasporto che venivano consegnati agli autotrasportatori.
L’altra attività illecita è falso per induzione in atto pubblico, contrabbando aggravato ed evasione dell’Iva all’importazione, che consisteva nella sistematica alterazione della documentazione commerciale riferita alla merce in importazione con dichiarazione in dogana di valori imponibili inferiori a quelli reali, al fine di ridurre l’importo dei dazi e dell’Iva da versare all’importazione.
Un terzo filone di falso per induzione e contrabbando riguardava una serie di spedizioni di merci risultanti allo stato estero, quindi in sospensione di imposta, che andavano allocate all’interno di un apposito magazzino (magazzino di temporanea custodia) gestito dalla citata società di logistica, dove le merci in realtà non transitavano.
I funzionari doganali e la polizia hanno eseguito una serie di misure cautelari, personali e reali in carcere nei confronti dei due capi e promotori del sodalizio criminoso. È stata sequestrata una società operante nel settore delle pratiche doganali che veniva sistematicamente utilizzata per commissione di un nutrito numero di episodi delittuosi.
Altri otto indagati risultano invece destinatari della misura degli arresti domiciliari: si tratta di cinque dipendenti della società, nonché del titolare e dei due dipendenti di un’ulteriore impresa operante nel settore della logistica anch’essa destinataria di provvedimento di sequestro preventivo.
L’intera indagine è nata da una pregressa attività investigativa condotta dai funzionari doganali che aveva consentito di portare alla luce l’esistenza di un’associazione per delinquere – anch’essa radicata nel capoluogo ligure, costituita al fine della fraudolenta acquisizione di finanziamenti bancari con garanzia dello Stato, che aveva condotto al sequestro preventivo di conti correnti e altri rapporti finanziari per oltre 2,3 milioni di euro.







