Farà sicuramente discutere e dividerà la decisione di registrare in Comune a Savona da parte del sindaco Marco Russo in prima persona, per la prima volta in Liguria, l’atto di nascita di un bambino di una coppia di mamme omosessuali che avevano deciso di avere un figlio con la fecondazione assistita, concepito a Barcellona. Nella lettera scritta dal primo cittadino savonese, per motivare il gesto indirizzata a Prefetto e Procuratore Capo deĺla Repubblica presso il Tribunale di Savona, Ubaldo Pelosi viene scritto che:
“Il Sindaco si trova in frontiera, direttamente a contatto con le persone, i loro bisogni, le loro domande, le loro speranze, le loro paure. Il nostro agire è stretto tra i volti dei cittadini e i vincoli e le lacune delle norme vigenti e dalle possibilità, spesso limitate, di cui le nostre amministrazioni dispongono: vale per la casa, il lavoro, le povertà, la disabilità. Vale anche per i diritti civili. Ora mi trovo di fronte a due donne, unite civilmente. Il nostro ordinamento riconosce le unioni civili quale “specifica formazione sociale”. Il loro è un progetto comune, da tempo riconosciuto socialmente e praticato nella realtà e da qualche anno riconosciuto anche dalla legge: da esso nascono diritti e doveri di ciascuna nei confronti dell’altra. Esse hanno anche condiviso un progetto genitoriale, attuato tramite le pratiche di procreazione medicalmente assistita (PMA), che la legge non ammette per coppie omosessuali, ma che all’estero è possibile. Da questo progetto genitoriale è nato un bambino, che ora ha dieci giorni e due donne mi chiedono di registrarlo come loro figlio, l’una, mamma biologica, l’altra mamma intenzionale. La richiesta mi viene fatta come Ufficiale di Stato civile, che deve applicare la legge. Si tratta quindi di verificare se nel nostro ordinamento, vi siano gli spazi per dare una risposta alla domanda che mi è stata rivolta, in modo adeguato ai tempi e conforme ai principi ispiratori del nostro sistema giuridico, oltre alla nostra sensibilità”.
“Se il bambino fosse nato all’estero, nulla osterebbe alla trascrizione dell’atto di nascita formato all’estero, come figlio di due donne. La giurisprudenza di legittimità costante afferma che la trascrizione dell’atto di nascita formato all’estero non è contrario all’ordine pubblico, integrato dai valori giuridici condivisi con la comunità internazionale e dalla tutela dei diritti fondamentali – come risultano dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Dichiarazione ONU dei diritti dell’uomo, rispetto ai quali si affievoliscono le norme interne che non rispondono a tali principi (Cass. SS.UU. 12193/2019). In questo contesto viene affermato il principio di tutela del diritto del minore al riconoscimento della filiazione con i genitori intenzionali; il diritto alla bigenitorialità e alla vita famigliare (quindi nel contesto della formazione sociale in cui egli è accolto), che l’ordinamento gli riconosce, e il diritto a non essere discriminato in ragione della modalità con cui si è proceduto al suo concepimento, che la giurisprudenza ha spesso ribadito”.
“In questo quadro, sento il dovere di procedere alla registrazione, per due ragioni. Innanzitutto, le argomentazioni dei Tribunali e delle Corti di Appello sono conformi ad un dovere che sento vivamente, di tutelare un minore e di dare risposta a due donne, che hanno un progetto di vita insieme, nell’ambito del quale hanno condiviso un progetto genitoriale che, sebbene non previsto dalla nostra legge interna, è comunque ritenuto conforme al nostro ordine pubblico, ossia ai valori fondamentali condivisi dalla comunità internazionale, basati sulla nostra Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Dichiarazione ONU dei diritti dell’uomo. In secondo luogo perché di fronte alla persistente inerzia del legislatore, che si sottrae ai propri compiti, come Sindaco sento il dovere di dare la risposta alle due cittadine che si sono rivolte, con speranza, al nostro Comune, auspicando che ciò possa rafforzare l’invocazione di un intervento e di pari assunzione di responsabilità in capo al Parlamento: in questo senso, questo atto vuole far giungere al Legislatore una voce, non solo dall’alto delle Supreme Corti, ma anche dal basso del Paese reale, con cui i Sindaci sono in contatto e del quale sono in qualche modo l’espressione”.




