Attualità Genova

Congresso Camera del Lavoro di Genova: Magni Cgil “Demografia, lavoro e giovani le principali emergenze”

 E’ iniziata la seconda giornata dell’VIII Congresso della Camera del Lavoro Metropolitana di Genova convocato presso il Tower Airport Hotel di Genova. Dopo la giornata di ieri, che ha visto la presenza di numerosi ospiti e la relazione del Segretario Generale uscente, l’assemblea ha preso il via questa mattina con il dibattito che sta coinvolgendo 300, tra delegate e delegati sindacali provenienti dai luoghi di lavoro dell’intera area metropolitana. Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo le conclusioni del Congresso a cura del Segretario nazionale Emilio Miceli, il Congresso eleggerà gli organismi dirigenti e i delegati che parteciperanno al Congresso Nazionale di Rimini.
A sostegno della discussione dei delegati, a cura dell’Ufficio Economico Cgil Genova e Liguria, è stata presentata questa mattina una fotografia dei principali dati demografici ed economici dell’area metropolitana e quelli relativi alla realizzazione dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Rispetto a quest’ultimo un dato particolarmente significativo riguarda l’istruzione: Genova, relativamente alla costruzione di nuove scuole mediante la sostituzione di edifici, è l’unica città ligure ad avere saldo zero, quindi a Genova non ci sarà nessuna nuova scuola. E’ un elemento negativo che si sposa con quello demografico che vede Genova scesa sotto i 560 mila abitanti, con un calo della popolazione residente di 10.112 unità tra il 2018 e il 2022. Del resto la nostra città è al 77 posto della classifica della qualità della vita in Italia per la qualità della vita dei bambini, 54esima per quella degli anziani e 53esima per quella delle donne; rispetto a quella dei giovani scende al 103esimo posto. Se a questi dati si sommano quelli relativi alla perdita di occupati che in tre anni, dal 2018 al 2021, sono scesi di 5.868 unità, alle nuove assunzioni che solo per il 13 per cento sono a tempo indeterminato e al numero delle ore di Cassa Integrazione Straordinaria che toccano quasi i 3 milioni (2.910.619 tra gennaio e novembre 2022, +111% sul 2018), si comprende quali siano le emergenze da affrontare.
“Ci sono tante risorse economiche stanziate per opere di valore strategico per Genova previste dal PNRR, il fondo complementare ecc., che possono aiutare la città a crescere e a creare nuovi posti di lavoro – così Igor Magni Segretario Generale Camera del Lavoro di Genova – devo dire però che non tutte le opere, ovviamente, hanno la stessa importanza e possono considerarsi strategiche e comunque devono essere oggetto di confronto con i cittadini del territorio sul quale persisteranno. Penso ad esempio alla Funivia del Lagaccio o la Sky Metro che certamente interviene per dare una risposta improrogabile rispetto al bisogno di mobilità quasi impossibile della Valbisagno, ma ci interroga sulla compatibilità e sostenibilità ambientale del progetto tra diverse possibili soluzioni. In questi casi il confronto preventivo con i comitati e la cittadinanza diventa fondamentale perché progetti di questa natura e di questa entità non possono non avere una forte condivisione. E comunque sul totale dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che stanno impegnando il Comune in un difficile lavoro per rispettare i tempi imposti, ancora non sappiamo quali saranno le ricadute occupazionali a fine opere. I cantieri che si apriranno porteranno grande occupazione, prevalentemente però sarà personale fuori dalla nostra città. Se non si genererà un circuito di assunzioni dirette o per ricaduta e quindi la creazione di lavoro, il valore economico di queste opere rischia di diventare un futuro debito sulle spalle dei nostri giovani – e conclude – La vocazione industriale della città deve ritrovare slancio. Serve trovare ogni strumento possibile per attrarre investimenti in questo settore, anche quelli privati che nel nostro territorio spesso languono, una industria avanzata compatibile con l’ambiente, che possa parlare con scuola, università e ricerca, che guardi all’alta tecnologia. Ma serve guardare anche a possibili insediamenti manifatturieri più tradizionali, processi di assemblaggio o lavorazione di parti meccaniche, provando ad intercettare almeno una parte delle merci in transito nel nostro porto, per cercare di farne un vero valore aggiunto e non essere solo un, pur importantissimo, centro di transito delle merci verso le manifatture e le industrie del nord Italia e dell’Europa”.

Informazioni sull'autore del post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *