Agenda Cultura e Spettacoli Savona

Savona, Associazione Rossini: stasera primo concerto del mese di maggio della XXVI edizione

Giovedì 5 maggio alle ore 18.00, alla Sala Stella Maris, primo appuntamento di maggio della stagione concertistica dell’Associazione Rossini. Per la rassegna “Novità dai Conservatori” si esibirà il pianista genovese Umberto Ruboni, segnalatoci dal Conservatorio Vivaldi di Alessandria.

Saranno eseguiti i 24 preludi op. 28 di Chopin, indicati come “degni successori” dei 24 Preludi per Il clavicembalo ben temperato di Bach, anch’essi composti in modo da averne uno per ogni tonalità e, nella seconda parte, Gaspard de la nuit, raccolta di tre brani, dal grande impegno virtuosistico, composti da Ravel nel 1908, considerati centrali nella produzione pianistica del compositore francese,

 

PROGRAMMA

 

  1. Chopin 24 Preludi op. 28
  2. Ravel Gaspard de la Nuit (Ondine, Le Gibet, Scarbo)

 

Con la raccolta dei Ventiquattro Preludi per pianoforte (opera di controversa datazione, ma riconducibile essenzialmente al biennio 1838-1839) Chopin prende le distanze dalla tradizione sviluppatasi tra Sette e Ottocento sul modello del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach, da cui erano scaturiti lavori caratterizzati da un intento didattico e un conseguente impianto sistematico. Il culto per l’opera bachiana non gli impedisce di approdare a soluzioni radicalmente innovative e pienamente rispondenti alla sensibilità romantica. La stessa denominazione “preludio” più che ricollegarsi al genere coltivato lungo quella tradizione sembra qui, al contrario, rispondere alla volontà di sottrarsi a stringenti etichette in favore della libertà di invenzione. Lo dimostra l’evidente disparità di carattere tra i singoli brani, accostati dal compositore giocando sui contrasti di tonalità o di andamento e contenuti per lo più entro una misura quasi di frammento – frammenti però capaci miracolosamente di cogliere in profondità impressioni e stati d’animo.

 

Centrale nella produzione pianistica di Ravel, Gaspard de la nuit (1908) attinge all’omonima raccolta di poemi in prosa di Aloysius Bertrand. Tre di questi lavori – OndineLe GibetScarbo – ispirarono in particolare il musicista, trascinandolo non tanto, o non solo, in un esercizio di pittura sonora, quanto in un cimento con le potenzialità dei mezzi linguistici a sua disposizione. E il virtuosismo anima la scrittura pianistica, come se lo spirito demoniaco che scuote i sensi e la mente del folle Gaspard, alter ego dello scrittore Bertrand riviva sui tasti del pianoforte attraverso le mani dell’esecutore. Più ancora che in Ondine o nelle allucinate visioni proposte in Le Gibet (cinquantadue battute inchiodate a un si bemolle che risuona ossessivamente centocinquantatre volte), è soprattutto in Scarbo che la furia si scatena per dare vita, tra note ribattute, trilli, accordi alternati, arpeggi vertiginosi e altre prodezze, a quella che Jankélévitch definisce «un’enciclopedia diabolica di tutti i tranelli, di tutti gli ostacoli, di tutte le trappole che una fantasia inesauribile può tendere alle dita del virtuoso».

 

Informazioni sull'autore del post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *