Attualità Savona

Anche a Savona una stanza degli abbracci alla RSA Bagnasco

Le consigliere comunali di minoranza Elda Olin e Barbara Pasquali di Italia Viva, comunicano: “Nello scorso mese di novembre, il Consiglio Comunale di Savona ha approvato all’unanimità dei presenti l’ordine del giorno presentato dalle consigliere comunali Barbara Pasquali ed Elda Olin che riguardava il diritto di visita dei parenti degli ospiti ricoverati nelle RAS e dei degenti ospedalieri. Si chiedeva che il Comune si facesse parte attiva per trovare, con ALISA e con i responsabili delle strutture RSA, modalità di visita protette. A distanza di mesi, non abbiamo avuto più alcuna notizia dal Comune, se non dopo la sollecitazione fatta con un’interpellanza allo scorso Consiglio Comunale del 29 aprile”.

“In quell’occasione apprendevamo che un ente aveva richiesto al Comune il patrocinio per una colletta al fine di trovare i fondi per allestire una ‘stanza degli abbracci’ presso la struttura del Santuario. Di questo siamo soddisfatte, sia per aver fatto da ‘pungolo’ all’azione amministrativa, sia perché l’opposizione in Consiglio si può fare anche attraverso azioni propositive e non solo ‘contro’. Ma non ci si è limitate a questo. Da mesi lavoravamo al progetto e, oggi, siamo felici di dare notizia che presto una ‘stanza degli abbracci’ sarà realizzata anche presso la RSA Bagnasco in centro a Savona, grazie alla volontà e alla disponibilità del responsabile della struttura, di Associazioni benefiche -in particolar modo con l’aiuto ed il supporto dei Lions clubs di Savona Torretta, Savona Priamar, Savona Host e Lions Spotorno-Noli-, Fondazioni e di semplici cittadini -a cui vanno i nostri sentiti ringraziamenti-, che abbiamo messo insieme intorno ad un ‘tavolo'”.

“Pensiamo che fare politica sia, soprattutto, dare risposte concrete ai problemi delle persone e, in questo momento storico, così difficile, dare la possibilità ai parenti di rivedere e riabbracciare, in maniera protetta e con tutti i dispositivi di protezione, i propri cari, sia un atto di civiltà”.

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