“I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti”. Così la CEI, in una nota intitolata “Il disaccordo dei Vescovi”, sul decreto fase 2 del governo.
Lo Stato decida per la salute, ma la Chiesa è autonoma sulla Comunità Cristiana. Il DPCM “esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo”, afferma la CEI.







