Economia Savona

CNA Savona,Quante vite verranno messe a repentaglio, quanti danni a persone, aziende, strutture dovremo ancora sopportare?

Situazione difficile

Per quanto tempo si abuserà ancora della nostra pazienza, quante vite verranno messe a repentaglio, quanti danni a persone, aziende, strutture dovremo ancora sopportare a causa dell’incuria, dell’avidità di chi doveva provvedere e dell’ignavia di chi avrebbe dovuto controllare sulle concessioni?

Dopo l’ennesimo evento che ha coinvolto domenica scorsa un’altra autostrada ligure causando la paralisi da e per Savona, un altro tratto autostradale, questa volta sulla A26, è stato chiuso da e per Masone e fino (d)allo svincolo sulla A10 a causa delle gravi condizioni dei viadotti Pecetti e Fado. La Liguria è ormai ridotta a un campo di battaglia e non manca molto al suo completo isolamento.

“Attendiamo solo che vengano coinvolte anche la A7 e magari la A12 – ironizza il segretario provinciale di CNA Savona, Matteo Sacchetti – per trasformare la nostra Regione in una roccaforte irraggiungibile. Sui media oggi si apprende peraltro che in alcuni casi il risparmio sulle manutenzioni, messo in atto dai concessionari autostradali, ha raggiunto quasi il 90% rispetto quanto sarebbe stato da destinare agli interventi di ripristino. Oggi parliamo con viva preoccupazione di danni imminenti a tutto il sistema economico della Regione, dai porti, alle aziende di trasporto, di gravi pericoli per le persone e non solo. La logistica già gravemente in difetto rispetto le esigenze presenti e future del territorio (si pensi solo all’attivazione della piattaforma Maersk) è in ginocchio”.

Aldo Contini, presidente CNA Fita Savona aggiunge: “Se in qualche modo si può attribuire gran parte della responsabilità al grave maltempo e ai cambiamenti climatici per il crollo del viadotto della A6, che dire invece della chiusura del Viadotto della A26 e dell’ormai quasi messo in sordina Ponte Morandi o di tutte le strade oggi non transitabili?”.

Incalza Paola Freccero, Presidente di CNA Savona: “Non sappiamo più cosa raccontare alle nostre imprese! Stiamo combattendo ormai da soli contro tutti. Il senso di rabbia e di frustrazione e di abbandono nei confronti delle istituzioni sta raggiungendo il limite di guardia. Che dire di nuovo in Prefettura rispetto quanto ad oggi rappresentato?”.

“A chi dovranno essere rivolte – continua Paola Freccero – le nuove richieste di risarcimento dei danni, forse direttamente allo Stato per non aver vigilato su ciò che era di sua competenza? E ancora: “Dove sono oggi i deputati eletti sul territorio e a chi dovranno rispondere della loro attività parlamentare? Possiamo forse ancora una volta incolpare i Sindaci, molti di quali hanno ereditato e cercano in qualche modo di gestire una situazione disastrosa?”.

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