Economia

Le aziende liguri sono poco high tech

Ma non mancano le competenze

La Liguria non è una consumatrice di tecnologie ma ha competenze validissime che “facendo sistema” sarebbero in grado di crescere e di farsi conoscere in tutto il mondo. Una via sicura per raggiungere tale risultato è di avvalersi di un consulente per la trasformazione digitale, l’Innovation Manager, da oggi più facilmente reperibile grazie al recente decreto del Governo che istituisce uno speciale albo nazionale e un finanziamento alle imprese fino a 80 mila euro per investire in tale figura professionale. Questi, in sintesi, i punti salienti trattati nel convegno dal titolo “L’Open Innovation per la Trasformazione Digitale delle Aziende e della Società” organizzato nei giorni scorsi da Federmanager Asdai Liguria presso la sala convegni di Iren e di fronte ad una numerosa platea di dirigenti e quadri delle più importanti aziende liguri.

La Liguria vende tecnologie abilitative (software e hardware) ma non compra hi-tech e i dati lo dimostrano visto che solo il 6,1% degli investimenti delle imprese liguri è indirizzato a questo comparto. Si tratta di un dato lontano dalla media nazionale (10%) e dal Piemonte leader di questa speciale classifica (12,9%). Tra tutte le voci di investimento tecnologico, solamente nei materiali intelligenti – l’IIt di Genova è un’eccellenza in tal senso – il dato ligure è tra i primi in Italia e superiore alla media nazionale (2.1% contro l’1,8%).

Informazioni sull'autore del post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *