Altare. Fiom Cgil preoccupata per la sorte di 50 lavoratori che operano presso la Asset di Altare, una azienda del gruppo tedesco Brita che produce dispensatori per acqua sia per uso domestico che per la ristorazione. Proprio oggi è stato proclamato lo stato di agitazione. Spiega Andrea Mandraccia segertario provinciale della Fiom: ” Nei mesi scorsi il managament locale ci ha comunicato la volontà del Gruppo di procedere ad un importante investimento attraverso la realizzazione di un nuovo stabilimento in cui realizzare nuove linee produttive.
Tale investimento comporterebbe un sensibile aumento dell’occupazione con un numero ipotetico di assunzioni che potrebbero arrivare fino a 70. Ad oggi però, dopo mesi di ricerche, non è ancora stata trovata l’area che ospiterà il nuovo sito produttivo e, nonostante siamo stati rassicurati sul fatto che ad oggi non esistono progetti alternativi, siamo fortemente preoccupati che il perdurare di questa fase di stallo possa comportare un cambiamento delle intenzioni del Gruppo col rischio che si arrivi alla delocalizzazione della produzione.
Gli elementi forniti in merito alla tempistica infatti (il nuovo stabilimento che dovrebbe essere pronto per la metà del prossimo anno con uno slittamento massimo di ulteriori sei mesi) ci fanno temere che l’esito della vertenza possa non essere positivo. Il territorio della provincia di Savona sul quale insistono i ventuno Comuni, tra cui Altare, decretati area di crisi industriale complessa non può permettersi una nuova emorragia occupazionale e produttiva”.






