Genova. Sul disegno di legge inerente le case popolari è intervenuta per esprimere una valutazione positiva anche la consigliera della Lega Nord Stefania Pucciarelli che ha sottolineato come sia importante il fatto che, per la prima volta, “vengano prima gli italiani e poi gli stranieri”.
Spiega la Pucciareli:
“Finalmente – spiega Pucciarelli – oggi possiamo davvero dire: prima gli Italiani. La nuova legge introduce significative novità sui criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare introducendo l’obbligo di regolare residenza nel territorio nazionale da dieci anni.
E’ altresì privilegiato il concetto della radicalizzazione sul territorio richiedendo la residenza o attività lavorativa da almeno cinque anni nel bacino di utenza a cui appartiene il comune che emana il bando.
Inoltre, mai piu’ genitori separati in mezzo ad una strada. Con questa riforma, infatti, potrà ottenere l’alloggio anche un genitore separato o divorziato, proprietario di un’abitazione che per sentenza è stata destinata all’ex coniuge.
Queste nuove povertà non erano considerate nel vecchio testo di legge, con la triste conseguenza che molti genitori separati sono stati costretti a dormire in auto ed a non avere un posto letto per ospitare i figli.
Infine, in caso di mancato pagamento delle competenze dovuti a disoccupazione o grave malattia, viene innalzato da 12 a 15 mesi il periodo entro il quale devono essere sanate le morosità. Quest’ultimo provvedimento va incontro alle categorie più disagiate e colpite dalla crisi economica”.
“Se da un lato la Lega è soddisfatta per i risultati ottenuti insieme all’assessore Scajola e al resto della maggioranza – aggiunge Pucciarelli – sono rimasta allibita per le continue strumentalizzazioni del Pd sulla pelle della povera gente.
Il Gruppo regionale del Partito Democratico, infatti, oggi ha sostenuto che le nuove norme contenute nella nostra riforma rischiano di mandare in mezzo alla strada centinaia di famiglie che già vivono in un alloggio popolare perché il reddito dei figli d’ora in poi farà cumulo sull’Isee.
In realtà, si tratta di una delle tante falsità del Pd che fa la solita disinformazione, peraltro alla vigilia delle elezioni amministrative.
Invero, come ben spiegato e dettagliatamente documentato dall’Assessore Scajola stamane in Commissione, la normativa nazionale varata nel dicembre 2013 dal Governo Letta (Pd) ha rivisto i criteri dell’Isee, modificandoli, in questo caso a danno dei cittadini.
Regione Liguria non può andare contro la normativa vigente ed oggi non è più possibile operare delle deroghe rispetto alla disciplina nazionale”.





