Economia Vado Ligure

L'amministrazione di Vado Ligure sulle vicende dello sviluppo portuale

Vado Ligure. Non avrà l’effetto di una campana suonata a martello, ma l’amministrazione di Vado Ligure, nella nota integrativa che accompagna il Documento Unico di Programmazione 2017-2019, di prossima discussione in consiglio comunale, quantomeno batte un colpo sulle vicende dello sviluppo portuale. Mettendo una dietro l’altra le risposte e le rassicurazioni che intende ricevere sia dall’Autorità di Sistema Portuale sia dal soggetto promotore e futuro gestore dell’opera, ovvero APM Terminals Vado Ligure, che oggi non è più unicamente un gruppo danese (Maersk) ma anche cinese (con il 49,9% delle quote).
Cosa chiede ai firmatari dell’Accordo di programma del 2008 e alle multinazionali del mare la giunta guidata dal sindaco Monica Giuliano? Prima di tutto “tempi certi di realizzazione di tutte le opere collaterali alla piattaforma e necessarie per la nostra città”, ma anche “la definitiva quantificazione delle ricadute occupazionali indicando nel dettaglio tempi e numeri degli occupati, definendo modalità di impiego dei vadesi in cerca di prima occupazione e di coloro che hanno perso il lavoro”.
Condizioni pregiudiziali, perché “senza queste garanzie il progetto Piattaforma non ha le caratteristiche individuate nell’accordo di programma 2008 e pertanto non potrà essere supportato e sostenuto dall’amministrazione”. Nel senso che il rapporto costi/benefici per la comunità locale dovrà essere quantomeno equilibrato, mentre l’ingresso di operatori cinesi nell’azionariato fa sorgere qualche dubbio e il fatto che in cinque mesi non sia stato organizzato (ma forse neanche chiesto) alcun confronto con i nuovi azionisti non fa che alimentare l’incertezza.
“Il sistema dei porti liguri in questi anni di dura crisi – prosegue la nota del Comune di Vado Ligure – ha dimostrato di tenere e di essere uno dei pochi punti di vitalità dell’economia della nostra regione, rappresentando oltre il 40% del valore nazionale. I nuovi piani regolatori si stanno attrezzando per accrescere le potenzialità del settore e per rispondere al tema del gigantismo navale. Il porto di Vado è in linea con questo processo di ammodernamento e per non perdere i vantaggi legati all’insieme degli investimenti previsti dobbiamo riprendere le maglie di un progetto cantierato (piattaforma – polo della cantieristica – polo diportistico) e dobbiamo illustrare pubblicamente i risultati raggiunti in termini ambientali, occupazionali e di investimenti avviati e conclusi”.
L’impegno della giunta è di essere protagonista di un percorso su più livelli che vedrà coinvolti, oltre a chi amministra, anche chi esegue le opere e i cittadini. Se le premesse (tempi certi e ricadute occupazionali) verranno mantenute, “ci occuperemo di allargare l’accordo di programma sulla piattaforma e lo faremo con un confronto diretto con la città”.
Un accordo più ampio che comprenderà un insieme di interventi definiti essenziali: il rispetto di tutte le prescrizioni ambientali già definite ma da puntualizzare meglio in dettaglio con gli enti preposti al controllo e monitoraggio delle fasi di costruzione; le garanzie occupazionali per i vadesi e la definizione analitica di quali figure professionali verranno impiegate; lo sportello informativo nel centro di Vado Ligure aperto alla cittadinanza dove sarà possibile avere informazioni sullo stato dell’opera e su come e dove inviare i curricula; l’avvio del masterplan costiero definendo la destinazione d’uso delle superfici coperte e scoperte; la realizzazione del porticciolo turistico con aumento degli attuali posti barca e della cantieristica.

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