Savona. Tre aree di criticità: Bombardier, Tirreno Power e Piaggio. Due speranze: Piattaforma Maersk e il comparto turistico. Infine, la cornice: il riconoscimento di “Area di crisi complessa” per il savonese. Sono queste le coordinate economiche principali di un territorio in difficoltà ma che offre timidi segnali di ripresa in un contesto nazionale complicato. Nel corso del terzo trimestre di quest’anno il numero delle imprese savonesi è aumentato di 80 unità. Rispetto al secondo trimestre, si è registrato un aumento pari allo 0,26%.
Per quanto riguarda il reddito, nel 2015 Savona risulta in 40° posizione in base al valore aggiunto procapite, con un valore di 24.560 euro, valore che risulta ancora inferiore a quello nominale di dieci anni prima.
Dalle elaborazioni compiute dalla Camera di Commercio (ottobre 2016), la riduzione della base imprenditoriale è stata nell’ultimo anno, in termini di sede attive in provincia, pari a -1,2%, che significa in valori assoluti aver lasciato sul terreno 330 imprese, quasi una impresa al giorno. Erano infatti 27.216 le sedi di i mpresa attive a fine 2014, mentre a fine 2015 risultano soltanto 26.886. Lo stock di imprese è tornato indietro al di sotto dei valoridi dieci anni fa.
In tema di microimprese a Savona sono operative 9.104 realtà attive ma nel 2016 hanno chiuso complessivamente 723 microimprese a fronte di sole 571 aperture ed il bilancio a fine anno è negativo dell’1,6%. La crisi savonese si è fatta sentire anche sugli impieghi bancari. Nel periodo gennaio – settembre dello scorso anno, secondo le stesse elaborazioni, il volume del credito si è contratto dell’1,5 per cento rispetto a quanto erogato nello stesso periodo dell’anno precedente. Peraltro la tendenza negativa è costante negli ultimi cinque anni, con una punta negativa registrata nel 2014 quando gli impieghi erano scesi del 2,4%. Positivo invece l’andamento dei depositi bancari che, sempre a fine settembre 2016, hanno registrato in provincia di Savona un incremento del 3,2% rispetto alla stessa data dell’anno precedente.
Purtroppo un forte incremento si registra anche nella disoccupazione: in provincia di Savona ha superato il livello di guardia, considerato che più di un savonese su dieci è in cerca di lavoro. La gravità della situazione del mercato del lavoro risulta da diversi indicatori, primo tra tutti il numero di persone iscritte ai Centri per l’impiego provinciali. Gli iscritti alle liste di collocamento sono aumentati vertiginosamente essendo passati dai 17.910 di fine 2009 ai 30.729 di fine 2015.
Segnali confortanti arrivano invece dalla crescente propensione all’export del sistema produttivo savonese. Le elaborazioni indicano che tra gennaio e settembre 2016 le esportazioni provinciali sono salite da 1 miliardo 224 milioni di euro a 1 miliardo 362 milioni, con un incremento dell’11,3% rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta di uno dei migliori risultati a livello provinciale in Italia, dove mediamente l’aumento si è limitato allo 0,5%;
Per quanto riguarda il turismo, il periodo gennaio – agosto 2016, conferma una tendenza positiva, tanto per la costa quanto per l’entroterra, con una prevalenza dell’incremento del turismo straniero rispetto a quello italiano. In provincia di Savona complessivamente gli arrivi sono aumentati del 2,43% (da 979.679 a 1.003.505 ) e le presenze del 4,27% (da 4.335.689 a 4.521.430).
Nello specifico, gli arrivi italiani sono cresciuti dello 0,95% (+6.957, da 731.776 a 738.733), mentre quelli stranieri del 6,80% (+16.869, da 247.903 a 264.772).
Le presenze italiane, invece, sono aumentate del 2,72% (+92.002, da 3.377.535 a 3.469.537), mentre quelle straniere del 9,78% (+93.739, da 958.154 a 1.051.893). Gli arrivi italiani sono cresciuti dell’1,58% (+29.647), mentre quelli stranieri del 4,04% (+58.407). Le presenze italiane, invece, sono cresciute del 3,67% (+253.539), mentre quelle straniere del 6,98% (+291.062).
Dalla provincia di Savona proviene il 29,47% degli arrivi totali della Liguria ed il 38,93% delle presenze totali.
In provincia di Savona i turisti italiani sono il 73,62% e gli stranieri il 26,38% del totale.
Per quanto riguarda la provenienza degli arrivi italiani in provincia di Savona, in termini numerici i turisti lombardi e piemontesi sono pari a 621.760 (l’84,16% del totale), mentre in termini percentuali i turisti provenienti dalla Calabria segnano +22,70%, dall’Abruzzo +21,76%, dalle Marche +18,73%, dalla Sardegna +13,06%, da Bolzano +13,01% e dalla Toscana +11,37%.
Grazie all’hub crocieristico di Costa sono Germania, Svizzera, Francia, Olanda, Austria, Spagna ed Inghilterra le nazioni che rappresentano quasi il 75% degli arrivi stranieri in provincia di Savona (195.200) e quasi il 76% delle presenze straniere (798.153).
In netta crescita percentuale le presenze provenienti da Portogallo (+104,90%), Venezuela (+58,30%), Corea del Sud (+57,39%), Messico (+34,57%), Lussemburgo (+28,08%) ed Australia (+27,33%).
il calo più brusco si registra a Savona (9.104 realtà attive), dove chiudono complessivamente 723 microimprese e ne aprono solo 571: il bilancio a fine anno è negativo dell’1,6%





