Psiche&logicamente

Logica torto ragione.

La logica di torto e ragione mette in una posizione di scontro nelle relazioni umane. Il rispetto della posizione mentale dell’altro e della propria può passare solo dal dialogo. Ma non siamo abituati, sin dall’inizio dell’umanità è sempre stata usata la componente della forza ed anche oggi non assistiamo di certo a confronti tra individui dotati di capacità interlocutorie. Esistono regole codificate da tempo, molto valide a cui hanno collaborato nel corso dei secoli uomini davvero abili, competenti, straordinari; ma dentro l’essere umano esiste anche il bisogno di sfidarle e di non rispettarle. Cercare di creare una nuova storia assieme (nel riconoscimento nella diversità, dell’unicità propria e altrui) smorzerebbe il livello di odio che arriva a caratterizzare certe relazioni e/o situazioni.

La logica della ragione  – mentre vai in bicicletta in una città senza piste ciclabili decenti – ti induce a doverti salvaguardare la vita, pedalata dopo pedalata, soprattutto in prossimità di un grosso concessionario di auto in via Nizza da cui le macchine spesso entrano ed escono con poco rispetto verso il resto del mondo. Di fronte all’ennesimo pericolo del signore che esce, si accosta senza alcuna segnalazione e di fronte al mio epiteto rabbioso ha anche il coraggio di provare ad affiancarmi per dirmi che non ha capito bene, gli rispondo che la sua logica di prevaricazione non mi piace per niente e non è rispettosa dell’altro (più tutta una serie di epiteti ed insulti interiori…)

Non accetto di dover sottostare al più forte fisicamente; lo contrasterò insegnando alle persone che incontrerò (soprattutto nel mio lavoro) a pretendere il rispetto, di parlare per far valere le proprie ragioni; di capire sempre che cosa sono in diritto di ricevere: perché è un dato di fatto e non perché altri sono così gentili da far concessioni straordinarie!

Non mi va la logica del torto della signora che arriva a chiedere aiuto perché subisce violenza e si preoccupa che lei è una professionista importante  (signora lei é perfettamente nella media nel sentirsi l’unica “sfigata super professionista” ma le assicuro che sino a quando non vi sentirete in diritto di non farvi rispettare perchè la violenza non è mai giustificabile ) e che non vuole dirmi il cognome del marito perché è un personaggio rilevante nel panorama cittadino  (francamente non mi interessa nemmeno di sapere chi sia!).

Nella logica della ragione solo le donne che si riescono ad affidare agli esperti veri e che si liberano da ogni pregiudizio sociale, religioso e culturale imparano a tutelarsi e a difendere i figli;

contro ogni logica del torto di altre figure che mi vengono  a chiedere conferma se la persona ha veramente subito tutto  così in silenzio, senza desiderio di rivalsa o per lo meno di difesa della propria persona e vita. Non è facile interrompere la catena della violenza …

La logica della ragione delle ragazze che giustamente cercano il  contatto fisico  con i loro coetanei l’incontro degli  carezze, dei baci, degli abbracci e dei loro corpi, l’amore ed una cascata di emozioni gioiose; ed invece incontrano la brutalità del torto dell’abuso, dello stupro, del filmato che attesta la pochezza mentale ed affettiva di certi ragazzi, delle loro famiglie e dei loro amici.

Il torto delle ragazze giovani (meno di 18) che appena scese dalla macchina del genitore che le ha accompagnate a ballare intorno alle 23.30, si interrogano tra di loro con quale  cocktail iniziare ad aprire la serata per sballarsi, perché hanno il timore di non riuscire a divertirsi con la testa in modalità normale.  E la ragione dei genitori di pensare di tutelarle accompagnandole e nell’aiutarle a vestire in modo consono per trovare un fidanzato che vada bene per loro.

Il torto di chi si incastra nelle relazioni sentimentali rinunciando a qualsiasi tipo di dignità pur di non restare solo; la mancanza di indipendenza economica che tantissime vittime continua a mietere tra coloro che sono così costretti a rinunciare alla libertà.

La normalità di essere felici, sereni accontentandosi di vivere al minimo dei  compromessi esce dalla logica: presuppone la capacità di voler vivere naturalmente non nella dimensione giusto e sbagliato ma nell’accettare la diversità.

La ragione di chi segue la politica e gli amici solo per ritagliarsi una collocazione, aspettandosi favori e vantaggi, e poi é costretto dal torto della evoluzione degli eventi a riciclarsi, a riadattarsi, a cercarsi un lavoro … che fatica! Buon per l’ambiente il non buttare via ma come persone alcune sarebbero davvero da cestinare.

Sinceramente tutte queste persone impegnate a combattere per delle buone ragioni non le vedo, forse il lato oscuro del torto prevale perché il male è più accattivante.

Non mi viene neanche da elogiare quelli  che pensano di aver sempre ragione senza neanche provare a capire le ragioni degli altri, perché  così dovrebbero uscire dal loro territorio ben recintato e  confrontarsi. Li ho perduti per strada dicendo semplicemente quello che pensavo …

La logica della prepotenza/ragione di chi crede di poter fare quello che vuole, di chi non pensa a condividere gli spazi pubblici, sociali e cittadini. Inibendo pure il confronto, con il rischio poi di limitare gli scambi di pensieri e di esperienze; contro l’efficacia del fare circolare le informazioni per aprire le menti e la libertà di scelta. Nel rispetto dei diritti di tutti.

Ma chi è davvero capace di aprire la sua casa, la sua attività per far conoscere il suo modo di lavorare, nei limiti e nei difetti umani, senza la paura di ricevere critiche? Le critiche servono al cambiamento, ad adattarsi alle novità, al passaggio verso nuovi modi e diversi di vivere.

Ma forse non siamo ancora pronti a questo salto verso il nostro vicino.

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