Savona. «Pecunia non olet». Così l’imperatore Vespasiano rispose, indicando l’irrilevanza della fonte, al figlio Tito che lo accusava di ricavare le risorse per l’erario dai commerci più immondi. Lo ricorda la sentenza tributaria 389/01, pubblicata dalla prima sezione della Ctp Savona (giudice Roberto Bertolo),che conferma la ripresa a tassazione, Iva oltre che Irpef, a carico della escort: non conta che in Italia il sesso a pagamento non sia regolamentato e c’è chi può ritenerlo una attività discutibile sul piano morale, ma ben può essere inquadrata come «prestazione di servizi retribuita» in base alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea.
Secondo la Corte Ue la prostituzione deve essere ritenuta una prestazione di servizi retribuita a meno che non risulti attività puramente marginale.
Fonte: c.s.





