Politica

Quale futuro per la Sinistra a Savona?, Di Tullio:"Il Pd decida dove andare"

Savona. “Se il Pd penserà ancora di essere autosufficiente e di non guardare alla città, ad un rapporto più stretto con chi la città la vive e con quelle forze di sinistra che possono contribuire a costruire una proposta elettorale credibile, allora la sinistra a Savona è destinata a non trovare più sintesi ed unità. Se invece si apriranno, dopo la sconfitta elettorale, al dialogo allora forse potranno risalire la china, ma non è più un mio problema visto che io da quel partito sono uscito”.
Non ha mezze misure l’ex vicesindaco di Savona e candidato alle Primarie del Centrosinistra per la designazione del candidato sindaco, Livio Di Tullio sul futuro della sinistra savonese dopo la sconfitta di Cristina Battaglia.
Il candidato sconfitto alle Primarie e oggi nuovamente nelle fila del sindacato Cgil in cui ha già militato per anni in passato è andato ancora più a fondo nella sua analisi dell’esito uscito dalle urne.
“Credo che nel Pd fossimo in presenza di una cricca di potere. Un sistema nel quale se non rientravi non potevi ambire ad avere alcun incarico o alcun tipo di ambizione politica. Questo ha allontanato il partito dal rapporto che ha sempre avuto con la gente e con i suoi problemi. In luogo di questi problemi si sono portate avanti soltanto delle mire di carriere che si sarebbe voluto mettere a fuoco per il futuro. Probabilmente, e lo ha detto anche dopo le Primarie, il segretario Fulvio Briano avrebbe ambito un domani, qualora la candidata sindaco avesse prevalso a ricoprire l’incarico di parlamentare. Ora io per questo non mi iscriverò certo ad altri partiti ma come cittadino resto aperto al dialogo con tutti dal Pd al centrodestra”.
A Livio Di Tullio abbiamo poi chiesto se si attendesse la sconfitta di Cristina Battaglia:
“Mi sono illuso – ha detto – che non accadesse. Ma a pensarci bene, a freddo, una campagna condotta in completa solitudine dal Pd e senza un confronto vero con la gente, oltretutto da finti Renziani, perché gli esponenti Pd che tali si professano non lo sono completamente nella realtà, non poteva che portare all’esito infausto che abbiamo conosciuto domenica sera”.
E sulla nuova giunta cosa pensa Di Tullio?:
“Al suo interno è inutile che lo sottolinei ci sono persone che hanno idee distanti anni luce dalle mie, ma credo anche che possano fare bene e li attendo alla prova dei fatti. D’altra parte Ilaria Caprioglio non mi pare una lepenista e penso abbia ricevuto consensi anche da sinistra, da quelle frange di sinistra esasperate per come il Pd si è presentato e proposto in questi ultimi anni”.
Quindi non sono stati solo i voti dell’elettorato Cinque Stelle a premiare la Caprioglio al ballottaggio?
“Non credo proprio che siano stati i Cinque Stelle, o comunque il loro elettorato da solo, a premiare la Caprioglio e a permetterle di diventare sindaco. C’è anche una sinistra che non si riconosce più nell’autoritarismo e nei programmi del Pd, quindi siamo stati in presenza di un voto del tutto trasversale. Un esito che certamente non è quello che speravo ma che rispetto perché deciso dai savonesi”.

Informazioni sull'autore del post