Non mi piacciono i ballottaggi.
E non mi piacciono le primarie.
Cristina Battaglia e Ilaria Caprioglio si sfidano per la poltrona di sindaco di Savona. Hanno fatto una buona campagna elettorale. Civile. Vincerà la migliore, mi auguro.
Tuttavia, una considerazione, alla luce di quanto visto e letto nelle ultime settimane, la voglio fare.
Gli elettori di Cristina, ad esempio, dopo il ballottaggio saranno stati chiamati a votare per ben tre volte. Quelli di Ilaria due.
La prima per le primarie (che Ilaria non ha fatto), poi per le elezioni vere e proprie, infine per il ballottaggio.
Alle primarie i candidati presentano un loro primo programma. Salvo poi rivederlo, una volta vinto, per la necessità di recuperare quel pezzo di elettori che hanno votato lo sconfitto.
Si arriva, dunque, alle elezioni con un programma che non è più quello delle primarie.
Poi arriva il ballottaggio. Ed ecco che il programma cambia ancora, per poter catturare i voti di quanti, al primo turno, hanno votato per altre liste.
Difficile imputare ai candidati la scarsa correttezza nei confronti degli elettori. E’ il sistema elettorale che impone continui aggiustamenti e modifiche.
Col risultato che, alla fine, tutti parlano dei temi cari a quelli che al primo turno erano stati gli avversari.
A Sherwood non abbiamo le primarie e neppure il ballottaggio.
E, secondo me, è meglio.




