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I piccoli mascalzoni e gli ultimi giorni dei candidati al consiglio comunale di Savona

Il conto alla rovescia è cominciato. Domenica prossima si voterà per stabilire chi sarà il prossimo sindaco di Savona. Tre donne e quattro uomini si contendono la poltrona.
Dietro di loro, un esercito di candidati al consiglio comunale. Uno di essi, autentico professionista delle campagne elettorali, pare abbia stampato 180 mila santini. Praticamente tre per ogni cittadino savonese. Vedremo tra qualche giorno se saranno stati soldi buttati.
Sono tutti agitati, a parte forse i candidati sindaci, che hanno fatto il loro lavoro con dignità e misura. E’ stata una campagna elettorale civile, nei toni e nelle modalità. E di questo va dato merito a Barisone, Battaglia, Caprioglio, Diaspro, Frumento, Pongiglione e Ravera.
Si diceva dei candidati al consiglio. Sono loro i veri protagonisti delle prossime ore.
Uscendo da Sherwood ne ho visti a decine, in giro per la città, con mazzetti di santini in mano scrutare i passanti alla ricerca di un volto noto cui somministrare il foglietto e la relativa benedizione.
Molti di loro – la stragrande maggioranza – domenica sera resterà deluso. E di questo un po’ ci dispiace. Ma sono le regole della politica. E della competizione elettorale.
Sotto la tonaca, in una tasca segreta, porto la lista di quelli – ma sono davvero pochi – che spero non ce la facciano. Perché non se lo meritano. E una città come Savona non si merita loro.
Domenica sera, probabilmente, sapremo quali candidati andranno al ballottaggio del 19. Difficile, al momento, immaginare una vittoria al primo turno.  Solo Cristina Battaglia ce la potrebbe fare. Ma la solita sinistra del tanto peggio tanto meglio, probabilmente, non glielo consentirà.
Dunque, ci toccheranno altri quindici giorni di campagna elettorale.
Ma domenica sera o, più ragionevolmente, nella giornata di lunedì, sapremo chi tra i candidati al consiglio ce l’avrà fatta.
Da questo momento mi ritirerò in preghiera affinché quattro (ma solo quattro) tra le centinaia di pretendenti non ce la faccia. Sono piccoli mascalzoni. Indegni di sedere nel consiglio comunale di Savona.
Se le mie preghiere avranno raggiunto lo scopo ve lo dirò. Ma, per pietà e rispetto dell’abito che porto, non potrò farvi i nomi.

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