“La provincia di Savona continua a essere ostaggio di cantieri infiniti, opere infrastrutturali ferme da decenni e interventi strategici mai realmente avviati. Una situazione ormai insostenibile per cittadini, lavoratori, studenti, pendolari e turisti, costretti ogni giorno a fare i conti con strade congestionate, code interminabili, disagi continui e tempi di percorrenza fuori controllo”. Lo afferma Andrea Pasa, segretario generale della Cgil Savona.

“Savona è diventata la provincia dei cantieri eterni e delle promesse mancate. Da anni si annunciano investimenti, svolte infrastrutturali e opere decisive per il territorio, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: viabilità paralizzata, collegamenti sempre più difficili e un sistema infrastrutturale incapace di sostenere le esigenze di un territorio che vuole continuare a vivere, lavorare e produrre”.
“Le responsabilità sono evidenti: della politica nazionale e regionale, che negli anni ha accumulato ritardi, scaricato responsabilità e disatteso impegni fondamentali per migliorare la qualità della vita delle persone; ma anche della politica locale, troppo spesso silenziosa e incapace di pretendere risposte concrete da Governo e Regione”.
“I continui cantieri autostradali, la mancanza di programmazione, i ritardi sulle opere strategiche e l’assenza di una vera visione infrastrutturale stanno isolando sempre di più la provincia di Savona, penalizzando lavoratori, imprese, commercio e turismo. Non si tratta più soltanto di traffico o di disagi temporanei: qui è in gioco il futuro stesso del territorio. Un sistema infrastrutturale fragile e inefficiente allontana investimenti, riduce la competitività e peggiora drasticamente la qualità della vita”.
Serve un cambio di passo immediato. Basta annunci e promesse mai mantenute: il territorio savonese ha bisogno di risposte concrete, tempi certi e investimenti reali. Non è un caso se la provincia di Savona continua a scendere nelle classifiche sulla qualità della vita, precipitata al 74° posto su 107 province italiane, mentre aumentano precarietà, lavoro povero e disuguaglianze sociali. E soprattutto cresce la fuga delle persone dal territorio. Negli ultimi dieci anni oltre 24 mila cittadini hanno lasciato la provincia di Savona: soprattutto giovani che, senza prospettive qui in provincia di Savona, e famiglie, cercano servizi migliori, infrastrutture adeguate, occupazione stabile e opportunità reali e scelgono di trasferirsi verso altre regioni o Paesi”.
“Questo dato racconta meglio di qualsiasi slogan il fallimento di anni di immobilismo politico e di promesse disattese. A tutto questo si aggiunge l’assenza ormai cronica dell’ente Provincia nell’assunzione di responsabilità e nella ricerca di soluzioni concrete. Quanto accade ogni giorno sulle nostre strade è vergognoso: con tempi di percorrenza di circa 50 minuti tra Spotorno e Savona per fare poco più di 10 km, rappresenta l’ennesima dimostrazione di una situazione non più sostenibile per lavoratori, studenti, imprese e turisti”.
“Infine, c’è il tema fondamentale della salute e della sicurezza nei cantieri. Preoccupa fortemente l’assenza di controlli adeguati da parte degli organi di vigilanza e controllo. Una mancanza grave che fotografa ancora una volta l’assenza di rispetto verso il lavoro, che invece dovrebbe essere centrale in ogni situazione, soprattutto quando si parla di appalti pubblici”.






