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La Spezia, presentata la Stagione Teatro Ragazzi 2025

È stata presentata stamane in conferenza stampa la nuova Stagione Ragazzi che da gennaio a marzo 2025 andrà in scena al Teatro Civico della Spezia.

Hanno presentato la Stagione il Sindaco della Spezia Pierluigi Peraccini, il direttore artistico del Teatro Civico Alessandro Maggi e la dirigente dei servizi culturali Rosanna Ghirri

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Nella stagione del nostro Teatro Civico non può mancare un programma di spettacoli dedicato ai più giovani. Coinvolgere le nuove generazioni nelle iniziative culturali è fondamentale sia per il loro percorso formativo, sia per offrire occasioni di sano divertimento in sicurezza. Quest’anno proponiamo un cartellone di alto livello per ragazzi e ragazze, attraversando diversi generi musicali, con spettacoli innovativi e richiami al mondo classico, per stimolare la riflessione e la crescita personale”

“Cinque spettacoli con titoli classici e nuove opere, per accompagnare il nostro pubblico più giovane in un viaggio che li metterà in rapporto con il fascino del gioco teatrale, con uno sguardo attento alle grandi storie e alla contemporaneità. – afferma il Direttore artistico del Teatro Alessandro Maggi – Performance attoriale, musica, canto, danza e tanto altro emozioneranno e accenderanno la fantasia ai nuovi spettatori del presente e del futuro di questa così grande e importante istituzione culturale e artistica della città”.

STAGIONE TEATRO RAGAZZI 2025

Domenica 19 gennaio ore 16.30

Lunedì 20 gennaio ore 10

Compagnia Ragazzi Fabrizio De Andrè presenta

RISVEGLI

primo Studio su “Metamorfosi” di Franz Kafka

Testo: Gloria Clemente

Regia: Simone Ricciardi

Pianoforte, tastiere, effetti: Gloria Clemente

Basso elettrico, loop, effetti: Andrea Cozzani

Violino su traccia audio: Valerio Giannarelli

Gregor Sansa è un liceale, oppresso dal tipico stress adolescenziale, qualche insicurezza, mal di testa e molta stanchezza. Tutto regolare insomma.

Ma un giorno comincia a fare strani sogni, talmente inquietanti da non riuscire a farne parola con nessuno. I giorni e le notti si rincorrono con la consueta meccanicità, fino al compimento della metamorfosi, alla quale ognuno reagirà secondo quella è che la propria ‘resilienza’ emotiva, fino alla sorpresa finale.

“Lavorare oggi sul capolavoro di Franz Kafka con una Compagnia di ragazzi che va dai 15 ai 19 anni, vuol dire necessariamente porsi le solite domande che hanno ispirato il racconto e calarle nella contemporaneità. (..) Nella nostra rilettura dunque la metamorfosi non è più solo l’allegoria dell’impossibile conciliazione tra le aspirazioni individuali e le costrizioni della vita borghese, ma diventa quasi un rifiuto, una silenziosa rivoluzione.

Perché l’adolescente, oggi più che mai, è davvero un piccolo bruco, che non sa che deve diventare farfalla, o non ci crede, o non gli interessa”. (Compagnia Fabrizio De Andrè)

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