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Funivie S.p.a, presidio a Savona di sindacati e lavoratori: “Il tempo sta per scadere, servono risposte”

Un presidio di protesta da parte dei lavoratori e dei sindacati di Funivie S.p.a questa mattina davanti alla Prefettura di Savona per richiamare l’attenzione delle istituzioni sui problemi della storica azienda ligure in grande difficoltà. La manifestazione, la prima di una lunga serie, hanno promesso i sindacati, nel caso non arrivino le risposte attese si è conclusa con un incontro dei rappresentanti sindacali con il Prefetto Antonio Cananà con cui in videoconferenza la Regione, i sindaci di Savona e Cairo, la Provincia di Savona, Autorità di Sistema Portuale, il commissario straordinario, Unione Industriali e l’azienda faranno il punto della situazione.

“Stiamo arrivando agli sgoccioli, la nostra preoccupazione è di perdere questa storica azienda, il problema è che sono stati dati dei finanziamenti, ma questi soldi non si sa dove sono e non si capisce perché non si fanno gli interventi per ripristinare i pali che l’alluvione ha danneggiato. L’azienda che ci dice che i fondi non ci sono più ci preoccupano tantissimo, chiediamo un intervento al Prefetto, abbiamo chiesto e scritto a tutti i politici locali e al Ministero ma le risposte sono zero”, ha detto Giovanni Mazziotta di UILTrasporti

La situazione resta delicata in quanto il capitale sociale attualmente è di 900.000 euro, cifra che garantisce al massimo 4-5 mesi di vita all’azienda

“ Siamo pronti a mobilitazioni più importanti. Il rischio è che venga messa l’azienda in liquidazione, il Ministero deve dare risposte immediate in merito alla restituzione della concessione, abbiamo avuto un blocco sui lavori di ripristino e chiederemo ai sindaci di fare al più presto un ragionamento legato all’esproprio, dal momento della partenza dei lavori l’impianto potrebbe riprendere a funzionare in 10 mesi”, ha sottolineato Fabrizio Castellani di FIT-CGIL

“La situazione è molto più grave di prima, ci sono quattro-cinque mesi di vita per questa azienda, la cassa integrazione finisce a novembre e nessuno ci ha garantito se andrà oltre, chiediamo al Prefetto che avvisi con urgenza il Ministero. Abbiamo bisogno di certezze, nessuno ci ha dato risposte da un anno e mezzo che ognuno si prenda le sue responsabilità e dicano cosa vogliamo fare di questo impianto. Ci sono 65 famiglie sempre in attesa di un futuro, abbiamo bisogno di risposte immediate”, ha affermato Danilo Causa di FIT-CISL.

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