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INAIL, raddoppiano gli infortuni mortali sul lavoro in Liguria

Raddoppiano gli infortuni mortali sul lavoro a fronte di un calo di quelli non mortali. E’ l’analisi dei dati di INAIL elaborati dall’ufficio economico di CGIL su smartworking e conseguenze del lockdown in Liguria. Nei primi 9 mesi dell’anno si è registrano un calo delle denunce del 17.4%: al settembre 2019 gli infortuni denunciati erano 15.317, contro i 12.650 del 2020.
Di questi l’86% si è verificato sul luogo di lavoro, mentre il resto nel tragitto casa/lavoro/casa con una contrazione frutto del calo degli spostamenti a causa di smartworking e lockdown. Il 92% degli infortuni è avvenuto nell’industria e nei servizi (-10% rispetto al 2019), il 6% nella pubblica amministrazione (- 62,8% dovuto a smartworking nel pubblico impiego) e il 2% nell’agricoltura (-29.1%).
Gli infortuni mortali raddoppiano passando dai 14 del 2019 ai 31 del 2020: 3 decessi sono avvenuti nell’industria, 6 nell’artigianato, 7 nei servizi, 3 nelle altre attività, 11 in settori che l’Inail definisce “non determinati”, 1 nella pubblica amministrazione. In riferimento all’età, la media dei decessi avviene tra i 50 ed i 59 anni di età.

Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di settembre. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (settembre 2019 vs settembre 2020) e “di periodo” (gennaio-settembre 2019 vs gennaio-settembre 2020).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2020, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Il confronto tra i primi nove mesi del 2019 e del 2020 è da ritenersi poco significativo, essenzialmente per due motivi: la sospensione su tutto il territorio nazionale, tra il 9 marzo e parte del mese di maggio di quest’anno, di ogni attività produttiva considerata non necessaria, che si sta rivelando determinante per il calo delle denunce d’infortunio in complesso, e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello scorso marzo, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere, alle quali sono dedicati specifici comunicati, che sta avendo un impatto significativo nell’aumento dei decessi finora registrati, i cui effetti si potranno però valutare solo a consolidamento a fine anno.

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