Spotorno e Varazze. Non si ferma l’attività di controllo dei Carabinieri della Compagnia di Savona, che, nelle serate di venerdì e sabato appena trascorse hanno effettuato servizi di controllo del territorio “ad alto impatto” attraverso l’impiego di un dispositivo complesso, composto da 8 pattuglie con i colori d’istituto, militari in abiti civili e unità cinofile.
Ad essere interessate, da ponente a levante, sono state le aree urbane le località a maggior vocazione turistica frequentate da giovani che talvolta confondono il divertimento con lo sballo e con la commissione di atti di microcriminalità, spesso per l’uso smodato di bevande alcooliche e stupefacenti.
Nello specifico settore della “Movida” giovanile, i Carabinieri hanno proceduto al controllo di pub e discoteche, anche al fine di verificare il rispetto delle normative in materia di contrasto alla diffusione del virus Covid-19.
Nel corso del servizio sono state identificate 160 persone di cui 11 contravvenzionate per violazione alle norme comportamentali al codice della strada e 3 per ubriachezza. Vi è anche un denunciato per guida in stato di ebbrezza e 7 patenti ritirate per infrazioni di varia natura e un deferimento in stato di libertà di uno straniero per la violazione delle norme sull’immigrazione. Oltre alla costante azione preventiva e di vigilanza sul territorio, a concreti risultati continua a portare l’attività di indagine dei reparti della Compagnia, infatti il Comando Stazione di Savona ha identificato e denunciato all’autorità giudiziaria 6 ragazzi, tra i 17 ed i 32 anni, per i reati di lesioni aggravate e due per favoreggiamento. Per il fatto grave avvenuto alla fine dello scorso mese di Giugno che è costato l’iniziale ricovero ad un loro coetaneo in Ospedale in prognosi riservata, a causa di un’aggressione subita da quattro persone a scopo di “vendetta”. Gli aggressori, infatti, ritenevano che l’ignara vittima fosse autore di un furto in danno di una loro amica, per questo motivo prendevano la decisione di farsi giustizia da soli; lo avvicinavano e lo percuotevano sino a fargli perdere conoscenza. Solo la vista del ragazzo esanime li faceva desistere; fortunatamente il quadro clinico che inizialmente appariva grave si ridimensionava in tempi brevi. La situazione verificatasi era ancor più assurda poiché il 24enne vittima dell’aggressione era assolutamente ignaro di quanto occorso all’amica dei suoi aggressori.
Le indagini iniziate immediatamente con l’intervento dei militari in soccorso del ragazzo, si rivelavano particolarmente complesse poiché le prime informazioni raccolte in loco sono state volutamente fuorvianti, infatti due ragazzi ancora presenti in loco raccontavano una versione dei fatto per nulla corrispondente al vero. La ricostruzione del fatto non è stata pertanto semplice, ma la determinazione nella ricerca di ulteriori testimonianze ed immagini di videosorveglianza anche da impianti privati hanno premiato gli sforzi degli investigatori. La solidità degli elementi raccolti ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Savona di confutare le prime dichiarazioni verbalizzate, dimostrando la sussistenza del violento pestaggio ed il tentativo di depistaggio per fornire un alibi ai quattro amici autori dell’agguato.







