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Un anno fa il crollo di Ponte Morandi

Furono 43 le vittime

anche a distanza di anni ciascuno di noi ricorderà cosa stavamo facendo il 14 agosto dello scorso quando alle 11.36 il crollo di “Ponte Morandi” sulla A10 a Genova inghiottì la vita di 43 persone, precipitate nel vuoto senza possibilità di salvezza. E’ una data che, come molte, caratterizza un’epoca, e scolpisce nella memoria dettagli e stati d’animo. Il ponte Morandi era lungo oltre un chilometro, con tre piloni di cemento armato a sostenerlo. L’unità di intenti, la coesione e la necessità di ripartire hanno prodotto un senso di appartenenza e di solidarietà reciproca unico, tutti hanno fatto la loro parte, svolto i propri compiti andando oltre fino al confine con l’impossibile, istituzioni comprese. A chi viaggia interessano anche i tempi della ricostruzione. Che non sembrano preoccupare chi se ne sta occupando: la data stabilita è aprile 2020, le procedure previste dal “decreto Genova” e l’impegno di tutti ha finora consentito di superare le tante difficoltà già emerse. Il progetto del nuovo ponte dovrebbe prevedere 19 pile in cemento armato posizionate ogni 50 metri, Il tracciato del nuovo ponte Genova, sarà leggermente ruotato verso sud rispetto al Viadotto Morandi, mentre l’andamento altimetrico rimarrà invariato disporrà di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 136 kWp abbinato ad un sistema di accumulo con lo scopo di utilizzare energia rinnovabile per le utenze elettriche dell’opera consentirà di utilizzare al massimo l’energia prodotta, aumentando la possibilità di autoconsumo fino al 95%.

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