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Festival di Sanremo, terza serata di "cover" ed eliminazioni

Sanremo. Avranno storto il naso i perfezionisti ed esultato i detrattori di mestiere. La seconda serata del Festival ha marcato un calo di due punti percentuali rispetto all’anno scorso: dal 49,9% al 46,6%. Ma la notizia vera sarebbe quella di capire come l’altro 53,4% ha passato la serata. Tutti negano di seguire Sanremo ma siamo certi che nell’esercito degli altrove impegnati, qualcuno nell’anonimato dello share si è imbucato. I dati di ascolto restano comunque d’alta quota, il calo della seconda sera è fisiologico, soprattutto da quando l’evento è spalmato su cinque giorni. Terza serata lunga ed estenuante. Da maneggiare con cautela perchè non è semplice passerella, è gara. E poi c’è l’incrocio con la seconda tornata dei giovani.
L’inizio, come di consueto, è stato riservato alla seconda parte della gara tra i giovani: altri quattro cantanti, due in finale e due a casa. Dopo l’eliminazione a sorpresa dei favoriti Marianne Mirage e Braschi di mercoledì sera, stasera i bocciati sono stati Tommaso Pini e Valeria Farinacci. Lele e Maldestro volano in finale. L’incipit è mieloso e melenso: il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, apre con un medley di grandi successi dello Zecchino d’Oro.
La serata cover fra salti generazionali, nuove versioni e vecchi ricordi propone sedici pezzi storici cantati dai big. Impressionano Ermal Meta che ha emozionato e incantato con una versione di rara intesintà di Amara terra mia di Domenico Modugno. L’Orquesta Reciclados de Cateura, è formata da ragazzi paraguayani che suonano strumenti costruiti con materiali riciclati sostenuti dall’Unicef: e’ loro il momento “sociale” quotidiano con un tango originalissimo. Fiorella Mannoia ha interpretato “Sempre e per sempre” di Francesco De Gregori. Ormai non ci sono parole: potrebbe cantare anche i necrologi e avere successo. Masini commuove con l’omaggio a Faletti.
Attenzione a Crozza: entra in scena nei panni di papa Francesco, poi, “tornato in sè” parla di politica: “Come spiegare ai non addetti cos’è la cover? Una specie di rifacimento. Il governo Gentiloni del governo Renzi, che a sua volta era la cover di Berlusconi”. E la chiusura è stata dedicata ai giovani e alla retorica del ‘”si stava meglio ai miei tempi”. Mika prima parla con l’orchestra poi si esibisce in un medley di successi ed omaggia George Michael con “Jesus to a child”. Bello e non banale l’intervento dei comici Luca e Paolo alla loro quarta partecipazione negli ultimi sette anni.
Quindici minuti dopo la mezzanotte partono i play out dei peggiori sei. Comincia Ron e proseguono Ragie&Giulia Luzzi, Bianca Atzei , Clementino, Giusy Ferreri; chiudono Neslie&Alice Paba.
Nell’attesa dei risultati, il premio cover viene assegnato a Ermal Meta (Amara terra mia) davanti a Paola Turci. Ultimo ospite: LP che nelle sonorità e nel caratteristico fischio ricorda le colonne sonore di Ennio Morricone. Arrivano le sentenze, lasciano il Festival Neslie&Alice Paba e Raige e Giulia Luzzi.

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