Attualità Cronaca

La durissima reazione del Sindacato di Polizia alla morte di Diego Turra

Savona. La morte in servizio di Diego Turra avvenuta ieri a Ventimiglia non ha mancato di accendere polemiche. Il sindacato di Polizia commenta così quanto accaduto: “Non si può morire a 53 anni per colpa di chi non è in grado di arginare la violenza di un gruppo di irresponsabili che ostacola quotidianamente il lavoro delle Forze dell’Ordine alimentando tensioni e scontri e facendone una vera e propria bandiera ideologica”. dice Gianni Tonelli del Sindacato.
“Quella di ieri è la cronaca di una morte annunciata dopo gli ennesimi scontri e l’ennesimo giorno di riposo settimanale negato: gli agenti, costretti anche a 10 ore di straordinario al giorno, sono totalmente debilitati!” continua. “Questo, infatti, è il risultato delle politiche disumane del governo, che sta lesinando sulla sicurezza interna seguendo i diktat della spending review, senza preoccuparsi di mettere a rischio gli agenti. Il turnover fermo al 55% e le carenze di organico nelle Forze di polizia (45mila, di cui 17mila solo nella Polizia di stato) fanno sì che i poliziotti, sempre più anziani, siano chiamati a svolgere attività sempre più dure, con turnazioni massacranti, per ore e ore sotto il sole cocente e senza la minima tutela”. Aggiunge: “Se l’esecutivo vuole portare avanti le politiche scellerate delle ‘porte aperte’ in fatto di immigrazione, deve al contempo stanziare i fondi necessari per la gestione dei migranti, dei profughi e dei clandestini, anche a costo di  mettere in atto scelte impopolari al solo fine di proteggere i ‘suoi’ uomini. Perché non è la prima volta che accade un episodio di questo tipo: lo scorso anno sono stati oltre 6mila gli agenti finiti in ospedale per ’cause di servizio’, ma nessuno ne parla. Non chiediamo gloria, ma solo dignità, rispetto e tutela per il nostro lavoro”.

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