Il SIN di Cengio è stato oggetto di diversi interventi, differenziati in base alla tipologia di
contaminazione e alle soluzioni progettuali, con riferimento alle aree A1, A2, A3, A4 e all’area Merlo.
L’area A1 è stata messa in sicurezza permanente mediante una cinturazione realizzata con diaframma
plastico immorsato nella marna. Si tratta della zona destinata a contenere rifiuti e terre contaminate
provenienti dalle altre aree, successivamente chiusa con capping superficiale. La marna è stata oggetto
di specifici approfondimenti tecnici ed è stata ritenuta idonea sotto il profilo dell’impermeabilità.
Nell’area A2 è stata effettuata la bonifica del suolo fino al livello della falda, in conformità a quanto
previsto dalla normativa vigente, mentre nelle aree A3 e A4 si è proceduto con interventi di bonifica
integrale. Le sporadiche criticità rilevate nei piezometri a valle sono riconducibili all’area Merlo,
attualmente interessata da un procedimento in corso e sulla quale è attiva una misura di contenimento
preventiva, costituita da una barriera idraulica. Per tale area si è in attesa dell’intervento definitivo,
attualmente in fase sperimentale. La cinturazione complessiva del sito è stata progettata per resistere a
eventi di piena con tempo di ritorno duecentennale. La cartografia regionale non evidenzia frane in
corrispondenza dell’area A2, oggetto di potenziale riutilizzo. È stata inoltre predisposta un’ampia area
destinata alla reindustrializzazione. Il sito è sottoposto ai controlli ordinari prescritti a carico di ENI
Rewind, nonché ai controlli istituzionali da parte di ARPAL. Sono inoltre previste le ulteriori attività
approvate dagli enti competenti, tra cui la realizzazione del nuovo impianto di trattamento delle acque
di falda contaminate e la gestione della dismissione dell’impianto esistente. A tali interventi si
aggiungono le verifiche ambientali e la bonifica definitiva dell’area Merlo, recentemente sollecitate
dal Ministero e dagli enti coinvolti.







