“I rincari dei carburanti registrati in Italia nei primi giorni di marzo 2026, subito dopo l’inizio del conflitto in Iran, non sono spiegabili esclusivamente con l’aumento del prezzo del petrolio, ma sono riconducibili per lo più alla speculazione. Per il gasolio l’incremento osservato alla pompa è stato quasi il doppio di quello teoricamente giustificabile dai costi della materia prima, con una componente speculativa stimata tra 8 e 20 centesimi al litro, che può arrivare fino a 35-50 centesimi nelle stazioni autostradali”. Lo afferma in una nota Unimpresa.
Oltre il rischio inflazione gli aumenti del costo dei carburanti in Liguria si riverberano su intere filiere produttive come la pesca. Alla Spezia il gasolio agevolato senza accise per il comparto ittico tocca 1,30 euro a litro, in Toscana 1,40, a Santa Margherita Ligure (Genova) supera 0,92 centesimi avvicinandosi a un euro. “Si tratta di prezzi proibitivi in particolare per la pesca a strascico che richiede miglia di litri alla settimana – rimarca il responsabile regionale di Fedeagripesca-Confcoooerative Augusto Comes – La filiera già in difficoltà per le restrizioni imposte dall’Europa e per la grande importazione di pesce da tutto il mondo, con l’aumento del gasolio va verso il collasso, con il costo a litro intorno all’euro siamo già al limite”.






