Lunedì 9 febbraio alle ore 21 presso la sala conferenze del Centro
Civico Semur in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo si
terrà una conferenza del Prof. Pier Franco Quaglieni, Presidente del
Centro Pannunzio di Torino, dal titolo “Il peso del silenzio: foibe ed
esodo nella coscienza italiana”. Ci sono luoghi che parlano attraverso
ciò che è mancato: le parole, i nomi, il tempo del lutto. Le foibe e
l’esodo istriano e giuliano dalmata sono stati a lungo questo vuoto.
Dare peso a quel silenzio significa provare a guardarlo, senza usarlo e
senza negarlo. L’incontro, organizzato in collaborazione tra il Comune
di Laigueglia, l’Associazione Vecchia Laigueglia e l’Associazione
Dopolavoro Ferroviario di Albenga sarà introdotto da Giacinto Buscaglia
e vedrà la partecipazione in qualità di relatore di Pier Franco
Quaglieni, noto storico e saggista, che ha sempre sottolineato
l’importanza di creare una coscienza nazionale condivisa, andando a
rompere con coraggio il silenzio tombale che per decenni ha aleggiato
sulle tragiche vicende del secondo dopoguerra che si sono svolte sul
confine ad est. Così commenta Alessandro Chirivì, Capogruppo di
Maggioranza e delegato alla cultura, al calendario delle manifestazioni
ed alla valorizzazione delle tradizioni: “Il Giorno del Ricordo è una
commemorazione civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di
ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano
dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004, n. 92, fortemente
sostenuta dal Presidente Ciampi, che fu il primo a conferire le medaglie
d’oro al merito civile ai parenti delle vittime delle foibe e dei campi
di concentramento comunisti in Jugoslavia, e vuole conservare e
rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime
delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e
dalmati nel secondo dopoguerra e della complessa vicenda del confine
orientale”. Continua Chirivì :”il 10 febbraio è il giorno in cui, nel
1947, fu firmato il Trattato di Parigi, che assegnava alla Jugoslavia
l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la
maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte del
territorio dell’Italia”. Il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano in occasione del Giorno del Ricordo affermò: “già nello
scatenarsi della prima ondata di cieca violenza in quelle terre,
nell’autunno del 1943, si intrecciarono giustizialismo sommario e
tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di
sradicamento della presenza italiana da quella che era, e cessò di
essere, la Venezia Giulia. Vi fu dunque un moto di odio e di furia
sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse
innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri
contorni di una pulizia etnica”.







