“Oggi la maggioranza di centrodestra chiede di istituire nuovi incarichi dal costo di quasi 2 milioni di euro all’anno. La nostra opposizione a questa manovra è netta e totale. Non si possono creare altre poltrone, super pagate, mentre per i dipendenti della Regione sono fermi da anni, senza alcun adeguamento al crescente costo della vita”

Selena Candia, capogruppo di AVS in consiglio regionale, critica duramente la “riforma” dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria.
“Ci opponiamo in ogni modo a questo blitz di Bucci, che continua a moltiplicare i posti di potere, con costi crescenti per le tasche dei cittadini. Il presidente ha superato il suo predecessore Toti nella fantasia con cui ha ideato i nuovi incarichi. In meno di un anno, Bucci ha provato ad aggiungere i sottosegretari, poi è passato all’istituzione di due nuovi assessori con l’aiuto del governo centrale, dopo avere nominato i commissari per i nuovi ospedali, il consiglio superiore della sanità coi cosiddetti ‘saggi’ e ha nominato il fedelissimo Pierpaolo Greco come delegato della Regione a curare i rapporti con l’estero”, ricorda Selena Candia.
“La Regione non ha bisogno né di un nuovo capo di gabinetto né di un responsabile dell’attuazione del programma di governo, che in realtà si occuperà di sorvegliare sull’attività dei dirigenti. Ci aspettavano un segnale di fiducia verso il personale della Regione. I dipendenti chiedono un aumento degli stipendi, per adeguarli al costo della vita. Stiamo assistendo alla fuga di lavoratori dalla Regione ad altre amministrazioni pubbliche, dove ci sono stipendi migliori. Serve più sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre a Imperia è recentemente crollato il soffitto di un ufficio. Ed è impellente trovare una collocazione adeguata ai lavoratori rimasti senza sede per colpa dell’amianto”, attacca la capogruppo regionale di AVS.
“Questa legge è una sanatoria mirata dopo il pronunciamento con cui la Corte dei Conti aveva ipotizzato il rischio di un danno erariale perché erano previsti due capi di gabinetto. Bucci crea una sovrapposizione tra le funzioni politiche e quelle amministrative, attribuendo poteri di rappresentanza e coordinamento a figure nominate direttamente dal presidente. In questo modo, si crea uno squilibrio istituzionale e si minano le funzioni del segretario generale, una figura fondamentale per garantire la democrazia”, osserva Selena Candia.




