Economia

Liguria, cresce la Montagna: saldo migratorio con il segno +

Una Liguria che non è solo costa ma che, anzi, vive di un saldo migratorio positivo verso l’entroterra contribuendo così al “risveglio” delle aree montane.

E’ quanto emerso dal “Rapporto Montagne Italia 2025“, promosso da Uncem in collaborazione con Anci Liguria, presentato per la prima volta nella nostra regione a Testico, presso l’Oratorio parrocchiale Sant’Antonio Abate.

Il rapporto, nell’ambito del Progetto Italiae del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, offre un’analisi approfondita e documentata delle dinamiche socio-economiche dei territori montani italiani.

Queste riportano, per la nostra terra, un periodo 2019-2023 con il +32,2 per mille di saldo migratorio verso i territori interni. Un dato significativamente superiore alla media nazionale che si attesta al 9,3 per mille. Un saldo trainato, sia a livello regionale che nazionale, dalla popolazione di cittadinanza italiana e sfata il mito dello spopolamento delle aree montane.

“Il rapporto sui territori di montagna presentato da Uncem evidenzia dati nazionali in significativo miglioramento dal punto di vista demografico e socioeconomico che, per la Liguria, sono superiori alla media nazionale – ha affermato la sindaca Lucia Moscato – Il  Comune di Testico ha evidenziato alcuni dati molto positivi sul proprio contesto comunale: il saldo flussi migratori al +15%; 25 case, in precedenza disabitate, acquistate per residenza e seconda abitazione; la situazione patrimoniale comunale quadruplicata. Dati che devono spingere i governi regionali e nazionali a mettere in campo maggiori e più mirate strategie di sviluppo, e ovviamente risorse strutturali, per far sì che i segnali incoraggianti che rileviamo oggi possano migliorare e consolidarsi in nuova struttura sociale ed economica stabile. Dai Comuni montani e dai piccoli Comuni è in fermento nuova linfa socioeconomica per l’economia regionale e nazionale, ma c’è bisogno di convinzione e volontà programmatica di lungo periodo”.

La prima cittadina ha poi riportato le indicazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, molto precise e chiare, sulla necessità di affrontare il tema della montagna come “questione nazionale”. La Moscato ha anche ribadito l’urgenza di dedicare, ai territori montani e alle loro comunità – trascurate per troppi decenni dall’agenda della politica – interventi adeguati a riconoscere loro il rispetto vero e concreto degli articoli 3 e 44 della Costituzione.

L’evento di ieri è stato la prima presentazione ligure del rapporto, evidenziando l’importanza dei dati regionali e la collaborazione tra Uncem e Anci Liguria per promuovere lo sviluppo delle aree interne montane.

“Un incontro ricco di spunti di riflessione, durante il quale abbiamo avuto modo di ragionare sui numeri reali della montagna e, soprattutto, sul fatto che non sia così scontato che vi sia una decadenza demografica, a tratti molto marcata, perché nelle fotografie dei territori montani bisogna ben considerare coloro che vivono nei territori, non solo i residenti – ha commentato il Direttore di Anci Liguria Pierluigi Vinai – Con Uncem stiamo portando avanti un lavoro di grande attenzione all’entroterra, e molti Sindaci hanno voluto dimostrare di essere combattivi e intenzionati non a resistere, ma a voler migliorare la qualità di vita nei territori montani”.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte anche il presidente nazionale Uncem Marco Bussone, il vicepresidente della Regione Liguria Alessandro Piana e il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri, si è discusso anche delle funzionalità delle green communities, con il presidente dell’Assemblea dei Sindaci della green community ligure “Concrete e verdi, due valli sostenibili”, Fabio Natta, che ha effettuato una relazione puntuale sullo stato dell’arte, molto avanzato, delle progettualità nei territori delle Valli Impero e Alta Arroscia.

Infine, si è parlato anche dell’attuazione della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), che sta proseguendo nonostante i rallentamenti burocratici, con la speranza di rendere i territori montani sempre più attrattivi.

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