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Genova, crisi AMT: il Consiglio di Amministrazione dà le dimissioni

 La crisi di AMT ha provocato le dimissioni dell’intero CdA guidato dalla presidente Ilaria Gavuglio con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista nel 2026. Spetterà nelle prossime ore alla Sindaca, Salis e al vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile, accettarle. In questo caso verrà nominatoun nuovo presidente e un nuovo consiglio d’amministrazione. 

Il Comune di Genova ha emesso un comunicato in cui viene spiegato che: “In pochi giorni, grazie a un impegno corale di Comune, Città metropolitana e Amt, abbiamo scongiurato il rischio di una crisi aziendale che avrebbe potuto incidere sul salario di tremila lavoratori e sulla regolarità del servizio di trasporto pubblico nell’intero territorio genovese. Ringrazio la presidente e direttore generale di Amt, Ilaria Gavuglio, e tutto il Consiglio di amministrazione per la disponibilità dimostrata rimettendo il loro mandato nelle mani dei soci. Ne prendiamo atto e convocheremo rapidamente il coordinamento dei soci dell’azienda per assumere le determinazioni conseguenti. Ringrazio nuovamente il cda di Amt per il lavoro svolto e per aver gestito questa delicata situazione – prosegue la sindaca – attraverso l’iniezione di liquidità necessaria da parte di Comune di Genova e Città Metropolitana e con gli accordi intervenuti con alcuni principali creditori, l’azienda può ora fare fronte agli impegni immediati. Contiamo anche sull’annunciata disponibilità di Regione Liguria ad anticipare l’erogazione dei contributi a favore del trasporto pubblico locale per poter traguardare l’approvazione del piano industriale, che sarà presentato entro il 15 ottobre. Le lavoratrici e i lavoratori hanno il diritto di lavorare in serenità e sicurezza. Voglio ribadire quanto già detto per tranquillizzare tutti, dipendenti e città intera: Amt resterà una società pubblica, che deve erogare un servizio pubblico di qualità”. “Se siamo riusciti a gestire la criticità finanziaria è anche grazie alla disponibilità e sensibilità dimostrata dall’amministratore delegato di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, che ho chiamato personalmente ieri sera a seguito dell’alert ricevuto dai nostri legali: oltre ad aver accolto la nostra richiesta di congelare le azioni di recupero del credito di 9,8 milioni di euro dovuti da Amt a Trenitalia, si è reso disponibile a un incontro a settembre in cui discutere dei rapporti tra le due aziende, in un’ottica di maggiore integrazione del trasporto pubblico locale”.

 

AMT ha, a sua volta emesso un comunicato: “Grazie all’indispensabile supporto degli Enti locali e agli accordi con alcuni partner, la Società ha ottenuto in breve tempo la disponibilità delle risorse sufficienti a fronteggiare l’immediata tensione finanziaria richiamata nella segnalazione e consentire la regolare prosecuzione dell’attività, ponendo le basi per la predisposizione di un piano aziendale di sviluppo che sarà sottoposto all’approvazione dei Soci entro il 15 ottobre. Tale piano prevederà, tra l’altro, un progressivo recupero della marginalità e un importante intervento di capitalizzazione, a sostegno dei rilevanti investimenti in cui AMT è impegnata in termini di rinnovo del parco mezzi e delle infrastrutture, al fine di garantire una sempre maggiore qualità e sostenibilità ambientale del servizio di trasporto pubblico locale. Con la proficua collaborazione del Comune di Genova, della Città Metropolitana di Genova e della Regione Liguria, si è chiusa una delicata fase per la Società, che potrà quindi svolgere la propria missione in un contesto volto ad assicurare una progressiva maggiore stabilità a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori di AMT, di tutti gli stakeholder e della comunità degli utenti. Al termine dell’Assemblea, il Consiglio di Amministrazione ha rimesso il proprio mandato nelle mani dei Soci, lasciando agli stessi ogni decisione in merito e “confermando la nostra più ampia disponibilità a proseguire nell’incarico per dare attuazione alle misure che sono state condivise, nell’esclusivo interesse dell’azienda e del suo sviluppo futuro”

 

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